ANNO 16 n° 275
Studenti in cammino
verso Roma
Trentasette ragazzi del Ruffini cinque giorni in viaggio sulla via Francigena
21/04/2016 - 16:10

VITERBO – (An. Ar.) Camminando s'impara, magari non a filosofare, ma ma di certo a vivere. Camminare per un centinaio di chilometri, direzione sud, verso Roma, lungo la via Francigena, per cinque giorni, da sabato 23 a mercoledì 27: l'idea è venuta al liceo scientifico Paolo Ruffini, nell'anno del Giubileo della misericordia e nell'anno dei Cammini, indetto dal ministero dei Beni culturali e del Turismo.

Così sabato mattina saranno in 37 gli studenti dell'istituto viterbese a partire alla volta della capitale, passo dopo passo, con tappe già prefissate, programma ricco, e qualche piccola rinuncia da sopportare, a partire dal divieto di usare il cellulare, almeno per le telefonate: ''Lo smartphone servirà soltanto per scattare foto e fare video – ammonisce la professoressa di Scienze motorie Alessandra Croci, che poi è il motore di questa iniziativa – Tutto da condividere su un gruppo Facebook chiuso insieme ai genitori. Del resto, il Cammino è anche parlare, confrontarsi, magari anche litigare. Ma soprattutto capire cosa abbiamo la fortuna di avere tutti i giorni''.

La presentazione dell'avventura è arrivata in consiglio comunale, con tanto di primo timbro sul passaporto del pellegrino stampato dagli assessori Troncarelli, Delli Iaconi e Barelli. Altri timbri arriveranno lungo il percorso di cinque tappe verso Roma.

La preside del Ruffini, Maria Antonietta Bentivegna, è raggiante: ''Questa è la dimostrazione, se mai ce ne fosse ancora bisogno, di come la nostra scuola sappia uscire dalle aule e confrontarsi col territorio, con le istituzioni, con le aziende, con le associazioni''. E in effetti, la lista di chi ha collaborato a pianificare l'impresa, è lunghissima: ci sono i volontari della Croce Rossa o della Protezione civile che scorteranno i ragazzi lungo la via, ci sono i Comuni e le parrocchie che daranno loro asilo (quello di Viterbo, per dire, pagherà i biglietti di ritorno in treno) e ci sono le aziende private che salderanno anche ''in natura'', fornendo anche pane e mozzarelle, tra le altre cose.

Dunque, si parte sabato alle 9 da piazza San Lorenzo, con una rievocazione in costume (con l'araldo Bruti), il saluto delle autorità e la benedizione del vescovo. Di qui via lungo la Francigena, con una sosta archeologica a Foro Cassio, e poi l'arrivo a Vetralla, con pernottamento in una struttura nei pressi di San Francesco. Seconda tappa: da Vetralla via per Monte Fogliano, dove il corpo forestale dello Stato spiegherà gli aspetti naturalistici del luogo. Quindi Capranica (con merenda insieme ai genitpori) e Sutri, con visita all'anfiteatro e pernottamento nella palestra messa a disposizione dal Comune. Terza tappa: da Sutri a Campagnano, passando da Monterosi e Monte Gelato, per il pranzo sulle cascate del Treja, anche qui con le famiglie. A Campagnano, superati i confini della provincia di Viterbo, si dorme nella casa parrocchiale. Il 26 aprile da Campagnano a Formello fino a La Storta, dove si prenderà il treno per Roma: ''Ho tracciato personalmente il percorso – dice la professoressa Croci, a cui l'idea venne durante il cammino di Santiago – ma l'ultimo tratto non è completamente in sicurezza per i ragazzi''. Meglio il treno fino alla Capitale, allora, dove i 37 dormiranno ospiti della comunità di Normadelfa, quella di don Zeno. Il giorno dopo, San Pietro, finalmente, con la speranza di consegnare a Papa Francesco un lavoro in legno realizzato dagli stessi studenti che rappresenta il loro viaggio, dagli archi di Palazzo papale al Cupolone del Vaticano.

E buona strada, ragazzi del Ruffini.






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