ANNO 16 n° 273
Studenti e Lavoratori uniti nella lotta per il diritto allo studio
Il Comitato studentesco PerCorso e i rappresentanti di UIL e UILA protestano davanti a LazioDiSCo: “È solo l'inizio di una battaglia per un futuro più equo”
Andrea
16/11/2024 - 01:12
di Andrea Farronato

VITERBO - Un gruppo di studenti dell’Università della Tuscia, insieme ai lavoratori della UILA, ha manifestato nella mattina del 15 Novembre davanti alla sede di LazioDisco, l’ente regionale per il diritto allo studio universitario. La protesta, organizzata dal Comitato studentesco PerCorso, ha visto la partecipazione di rappresentanti sindacali di UIL, UILA e Feneal UIL, tra cui Giancarlo Turchetti (Segretario UIL Viterbo), Antonio Biagioli (UILA) e Francesco Palese (Feneal UIL), uniti agli studenti per chiedere garanzie più solide sul diritto allo studio e sulle condizioni degli studenti fuori sede.

Lucia Ferrante, portavoce degli studenti, ha espresso il senso di urgenza e l’impegno del comitato studentesco nella lotta contro l’autonomia differenziata: “Questa primavera sarà una primavera intensa. Stiamo già subendo gli effetti di questa autonomia differenziata, ora tocca a noi metterci in gioco per fermarla. La mattinata di oggi è solo l’inizio di una battaglia che si svolgerà su diversi livelli, dal dialogo con i professori fino alle manifestazioni in piazza. Il nostro sindacato studentesco serve per preservare i diritti di tutti noi e per lottare insieme per un futuro migliore.”

A sostegno degli studenti, Giancarlo Turchetti ha sottolineato come la nuova legge di bilancio potrebbe non garantire i benefici promessi a tutti i lavoratori e cittadini, un tema che sarà centrale nella manifestazione del 29 novembre a Roma: “Scenderemo in piazza per dire no a un’autonomia differenziata che non tiene conto delle esigenze di tutti. La legge di bilancio rischia di aggravare le disuguaglianze, e il nostro sciopero sarà un messaggio chiaro.”

Il Segretario UILA, Antonio Biagioli, ha portato all’attenzione il problema dell’integrazione dei lavoratori agricoli stranieri, che rappresentano il 90% dei braccianti della Tuscia: “C’è un problema di arretratezza culturale che impedisce una vera inclusione. Troppo spesso gli appartamenti o gli spazi abitativi non vengono messi a disposizione dei lavoratori stranieri, generando una discriminazione che va superata.”

L’iniziativa si propone come un primo passo verso una mobilitazione più ampia, che unirà studenti e lavoratori in una lotta condivisa per i diritti sociali e l’accesso equo ai servizi essenziali






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