ANNO 16 n° 274
Studentessa trovata nel Po, l'autopsia: perde consistenza l'ipotesi dell'omicidio
06/11/2012 - 09:43

Bisognerà attendere ancora qualche giorno per avere le prime certezze sulla causa della morte di Cecilia Beretta, la 25enne di Abbiategrasso scomparsa lo scorso 17 ottobre dalla sua casa a Pavia, dove studiava alla facoltà di Farmacia, e ritrovata sabato mattina nelle acque del Po nei pressi di Pieve Porto Morone (Pavia). All’istituto di Medicina Legale dell’Università di Pavia si è svolta lunedì pomeriggio l’autopsia sul corpo della giovane, ritrovato in avanzato stato di decomposizione per la permanenza in acqua da almeno quindici giorni. Il padre Ulisse sabato scorso aveva identificato la figlia per un neo tra il polso e l’avambraccio destro, uno dei pochi dettagli riconoscibili viste le condizioni del cadavere. Un primo dettaglio importante per chiarire il mistero, ed escludere una tra le due ipotesi di suicidio o omicidio, sarà nei prossimi giorni l’esito dell’esame istologico che potrà confermare o meno la presenza di acqua nei polmoni e quindi l’eventuale morte per annegamento.

LA FERITA ALLA TESTA - Dalle prime indiscrezioni filtrate dall’esame autoptico, la lesione cranica che in un primo tempo aveva alimentato la tesi di una ferita da colpo da arma da fuoco, peraltro subito smentita dai carabinieri di Pavia, sarebbe stata provocata «post mortem». Riconducibile, quindi, ad un urto del corpo contro sassi o pietre durante il trasporto della corrente nelle acque del Po.

I VESTITI - Il cadavere è stato trovato privo di vestiti, un fatto che, secondo amici e parenti, farebbe propendere per una morte violenta. Ma c'è la possibilità di un'altra interpretazione: la giovane avrebbe potuto spogliarsi prima di gettarsi in acqua (ma i vestiti non sono mai stati ritrovati) o la forza della corrente li avrebbe strappati via o lentamente consumati. Ci sono stati altri casi, nel Po, di persone cadute in acqua completamente vestite e poi ripescate, a distanza di tempo, prive di indumenti. I

ISTIGAZIONE AL SUICIDIO - In attesa del parere espresso dal medico legale, i cui risultati completi si avranno tra sessanta giorni, gli investigatori non possono ad oggi scartare ufficialmente nessuna ipotesi. Formalmente la Procura di Pavia ha aperto un’inchiesta per la morte di Cecilia Beretta con l'ipotesi di reato di istigazione al suicidio, a carico di ignoti. Atto formale, perché non ci sono sospetti nei confronti di persone concrete che avrebbero potuto portare al gesto estremo la 25enne studentessa di Abbiategrasso.

 corriere.it






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