

VITERBO – L'incontro con Eric Gobetti sulle Foibe c'è stato. L'iniziativa, organizzata dall'Anpi, si è tenuta sala Anselmi in via Saffi nonostante le polemiche dei giorni scorsi con Casapound che aveva chiesto al presidente della Provincia, Alessandro Romoli, di revocarne l'uso per questo evento. Revoca che non è arrivata.

E in apertura dell'appuntamento, che ha registrato una presenza numerosa, Mascioli ha ripercorso la ''diatriba'' di questi giorni con la Provincia e ha detto che nel caso in cui questa avesse revocato l'autorizzazione alla sala, l’Anpi avrebbe ugualmente organizzato l’appuntamento in piazza di fronte a palazzo Gentili dove ha sede l’amministrazione provinciale.

Poi, riferendosi a Romoli, ha parlato di ''ottusa arroganza del potere''. ''Mi vergogno – ha aggiunto – che per esercitare un diritto costituzionale – una mostra e un convegno – ho bisogno di uno schieramento di polizia''. Il riferimento è alla presenta dei blindati fuori dalla sala di polizia e carabinieri per evitare eventuali disordini con esponenti di Casapound.

Nel suo intervento Gobetti ha sottolineato come strumentalizzare una vicenda così dolorosa come le Foibe e utilizzare i morti, ''è la cosa più terribile che si possa fare ai morti”. E poi ha aggiunto che ''nessuno storico utilizza il termine di pulizia etnica per le foibe. Un termine che non ha senso dal punto di vista della ricerca storica. Così come è insensato usare il termine di genocidio contro gli italiani in quanto tali''.

Dopo Gobetti è intervenuto Jacopo Rubini, professore delle scuole superiori che ha criticato l’intervento dello storico. ''Invito l’Anpi a partecipare alle manifestazioni del comitato 10 febbraio – ha detto - Lì non vi ho mai visto. Non solo, ma se qualcuno avesse assistito alla conferenza di oggi senza avere contezza di quanto accaduto durante la seconda guerra mondiale potrebbe avere l’impressione che tutti quelli che sono morti erano fascisti. Questa è l’impressione che ho avuto dall’esterno''.
Prima della conferenza, alcuni nostri militanti Casapound hanno deposto un cuscino di fiori sull'ingresso della Sala Anselmi in onore dei Martiri delle Foibe subito rimosso dalle forze dell'ordine.
''Avevamo parlato di azioni eclatanti certo - scrive Casapound in una nota - ed a queste era nostro intento limitarci: informare a tempo debito la cittadinanza e le istituzioni del contenuto di questa iniziativa, incontrarla in piazza - non durante un incontro autoreferenziale e blindatissimo - e deporre dei fiori quasi a voler depurare l'aria dal fetore dell'odio di certe antistoriche associazioni che, queste sì, sarebbe davvero opportuno chiudere per sempre.
Annotiamo per concludere il poco coraggio mostrato dal presidente della Provincia di Viterbo (e del centrodestra tutto) dal quale ci aspettavamo l'annullamento d'autorità dell'iniziativa, considerato che le parole con cui ha risposto al signor Mascioli chiarivano come avesse ben capito di cosa si volesse trattare in questa kermesse''.