ANNO 16 n° 185
Striscione abusivo: le associazioni scrivono alla sindaca, 'nessuna risposta'
Tavolo per la pace: 'Deriva pericolosa e concetto anticostituzionale'
Fabio
04/07/2026 - 01:00
di Fabio Tornatore

di Fabio Tornatore

VITERBO - Scrive alla sindaca di Viterbo l'associazione Tavolo per la Pace, ma ancora nessuna risposta: dopo le polemiche di alcune settimane fa sullo striscione appeso a piazzale Gramsci con su scritto 'remigrazione', l'associazione, dopo la scadenza dei termini dell'ordinanza che imponeva di eliminare la scritta perchè violava le norme sulla pubblicità, invia ancora una lettera indirizzata alla prima Cittadina, chiedendo un intervento per quello che 'mette in imbarazzo la città di Viterbo'. Anche altre associazione in questi giorni hanno scritto alla sindaca, ma a quanto ne sappiamo, anche loro non hanno ricevuto risposta.

'Avevamo accolto con soddisfazione l'ordinanza del 15 giugno u.s., con la quale veniva disposta la rimozione della scritta 'Remigrazione' da un edificio di piazzale Gramsci' si legge nella lettera indirizzata alla sindaca Chiara Frontini 'ci ha invece profondamente indignato la sfrontatezza con cui i destinatari del provvedimento hanno dichiarato pubblicamente la propria intenzione di non ottemperare all'ordinanza. Essendo trascorsi ormai più dei dieci giorni previsti per la rimozione spontanea dell'ignobile e abusivo striscione'.

'Le chiediamo di dare seguito a quanto previsto dal provvedimento' continua il documeno 'affinché venga ripristinata la legalità, nel rispetto delle leggi della nostra democrazia e non di quelle della prepotenza e del razzismo. Ricordiamo come il mancato rispetto delle norme vigenti abbia recentemente portato alla chiusura di dieci esercizi di barberia, privando diverse famiglie della propria fonte di sostentamento e privando molti utenti di servizi a prezzi compatibili con le proprie modeste risorse economiche. Sarebbe grave se i principi di “legalità” e “sicurezza” trovassero applicazione solo in determinati casi, mentre di fronte a una palese violazione di un'ordinanza comunale si tollerasse l'inottemperanza. Riteniamo inoltre che l'inerzia nell'applicazione del provvedimento rischi di trasmettere un messaggio pericoloso: quello secondo cui chi ostenta apertamente posizioni razziste e discriminatorie possa ritenersi al di sopra delle regole comuni'.

'Un simile clima' conclude l'associazione 'favorisce fenomeni di crescente intolleranza, come quelli registrati in altre città, tra cui Genova, dove si sono verificati episodi di vere e proprie ronde a sfondo razzista e xenofobo, culminati anche in aggressioni ai danni di giovani migranti, con spranghe di ferro. Confidiamo pertanto in un Suo tempestivo intervento affinché l'ordinanza venga pienamente eseguita'.






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