ANNO 16 n° 199
Striscione a piazzale Gramsci, Troncarelli chiede conto dei ritardi
La consigliera Pd interroga la sindaca sull'esecuzione dell'ordinanza di rimozione. Frontini: 'In corso le interlocuzioni per accedere alla proprietą privata'
Andrea
18/07/2026 - 08:08
di Andrea Farronato

VITERBO – Arriva anche in consiglio comunale la vicenda dello striscione sulla 'remigrazione' posizionato su una terrazza privata che si affaccia su piazzale Gramsci. A riportare il caso in aula è stata la consigliera PD Alessandra Troncarelli, che ha interrogato la sindaca Chiara Frontini sui tempi della rimozione e sull'iter seguito dall'amministrazione comunale.

L'interrogazione: 'Perché il Comune non interviene?'

Secondo quanto ricostruito dalla consigliera, il primo sopralluogo della polizia locale risale alla fine di novembre 2025, quando venne accertata l'affissione priva di autorizzazione e notificata al trasgressore la sanzione con l'obbligo di ripristinare lo stato dei luoghi entro trenta giorni. Un termine che ovviamente non sarebbe stato rispettato.

'Dopo quei trenta giorni non è successo nulla e solo dopo sette mesi è stato effettuato un nuovo sopralluogo'. Da quell'accertamento è poi scattata l'ordinanza dirigenziale del 15 giugno, con cui il Comune ha intimato la rimozione dello striscione entro dieci giorni, prevedendo, in caso di inottemperanza, l'intervento diretto dell'ente.

Proprio su questo punto si è concentrata l'interrogazione della consigliera, che ha chiesto per quale motivo, nonostante la scadenza dei termini previsti dall'ordinanza, lo striscione sia ancora al suo posto. 'Perché l'ente sta tardando nei suoi adempimenti previsti per legge?'.

Troncarelli ha inoltre aggiunto al carico come il caso vada oltre il semplice aspetto amministrativo. 'Non stiamo parlando di un semplice striscione – ha detto – ma di un messaggio politico che si inserisce in un dibattito nazionale ed europeo'. Da qui la richiesta di conoscere anche quale sarebbe l'orientamento dell'amministrazione qualora venisse presentata una regolare domanda di autorizzazione per mantenere il manifesto.

La risposta della sindaca Frontini

Nella risposta, la sindaca Chiara Frontini ha respinto l'accusa di inerzia, ricordando come l'amministrazione abbia seguito l'iter previsto dalla normativa attraverso verbali, sanzioni e successiva ordinanza di rimozione.

La prima cittadina ha spiegato che, secondo quanto riferito dagli uffici, dopo l'ordinanza era stata prodotta documentazione dalla quale risultava che lo striscione fosse stato rimosso. Solo successivamente, ha aggiunto, sarebbe emerso che il manifesto era stato nuovamente posizionato.

'All'ufficio risulta che sia stato tolto e rimesso', ha dichiarato Frontini, precisando inoltre che l'eventuale rimozione coattiva richiede l'accesso a una proprietà privata, motivo per cui sono in corso interlocuzioni con il proprietario dell'immobile per consentire l'intervento.

La sindaca ha quindi assicurato che la pratica continua a essere seguita dagli uffici comunali e dalla polizia locale e che nei prossimi giorni potrebbero esserci ulteriori sviluppi.

La replica: 'Risposta non soddisfacente'

Non soddisfatta della risposta, Troncarelli ha ribadito le proprie perplessità, sostenendo che per altri casi di abusivismo amministrativo l'iter sarebbe stato più rapido. La consigliera ha inoltre criticato la ricostruzione fornita dalla sindaca sulla presunta rimozione e sul successivo riposizionamento dello striscione, definendola poco convincente.

In chiusura ha rinnovato la richiesta di chiarimenti sull'orientamento dell'amministrazione nell'eventualità che venga presentata una domanda formale di autorizzazione per lo stesso striscione, chiedendo quale sarà la posizione del Comune e quali saranno i successivi passaggi amministrativi.






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