

VITERBO – (aml) Ultimo atto del documento economico-finanziario 2017. Sul bilancio si consuma l'epilogo, per certi versi annunciato ma che si riteneva quasi improbabile, di una maggioranza mai coesa perché frutto di un peccato originale.
Il Pd non ha mai digerito la forzatura di un gruppo, quello di Viva Viterbo, che con soli due consiglieri si era portato a casa la carica di presidente del consiglio – ricoperta prima da Filippo Rossi e poi per un breve periodo da Maria Rita De Alexandris - e anche l'ingresso di un assessore. E, arrivati all'ultimo anno di consigliatura e in odore di prossima campagna elettorale, il bubbone è scoppiato. Le dichiarazioni critiche di Rossi verso l'amministrazione, succedutesi negli anni e intensificatesi negli ultimi mesi, hanno ulteriormente inasprito un clima già poco sereno.
A far saltare i già precari equilibri le considerazioni del sindaco Michelini prima delle dichiarazioni di voto. ''Invidio chi riesce ad avere una visione o un modello di città. Io sono un po' più concreto, non voglio amministrare in maniera ragionieristica ma le nozze non si fanno coi fichi secchi, bisogna tenere conto delle disponibilità per gestire e pensare al futuro. Non sono per il romanzo, bisogna saper governare i cambiamenti e ritengo che i modelli vadano adeguati, senza idealità, alla dinamicità delle città''.
Una stilettata su cui poi in parte aggiusta il tiro: ''Viva Viterbo ha fatto delle richieste che condivido: necessario portare avanti la riqualificazione del museo civico su cui mi impegno a rivedere le somme e se la cifra prevista per la gestione del teatro Unione non sarà sufficiente si troveranno altre risorse''. E conclude: ''Non è il bilancio che cambia la città. I bilanci servono per amministrare bene. Non faccio il politico e ne sono fiero, chi fa l'amministratore deve gestire quello che c'è e anche pensare a un futuro di crescita sociale ed economica''.
Su quest'ultimo concetto a Rossi salta la mosca al naso. ''Se pensa che la politica non possa cambiare la città – esclama con tono concitato - ma perché ha voluto fare il sindaco? Poteva rimanere nel suo orticello. Si è candidato per massacrare Viterbo, se dice che i bilanci non cambiano una città ma cosa ci sta a fare qui dentro. Per me, per il nostro gruppo è impossibile votare un bilancio che ho chiesto di modificare, poi ci sarebbe bastato anche un impegno forte del sindaco. Non è accaduto, quindi votiamo no e chiedo all'assessore Barelli che ci rappresenta di rassegnare le dimissioni''.