ANNO 16 n° 229
Straordinaria scoperta a due passi da Ferento, riaffiora una necropoli di 25 tombe tra Vitorchiano e Viterbo
Gli scavi di archeologia preventiva per il cavidotto Terna portano alla luce sepolture dal V secolo a.C. al II d.C.
17/08/2026 - 12:51

VITERBO / VITORCHIANO – Il sottosuolo della Tuscia regala un'altra preziosa pagina di storia antica. Una campagna di archeologia preventiva in località Casalaccio, lungo il territorio che separa Viterbo da Vitorchiano, ha portato alla luce una vasta necropoli finora sconosciuta, composta da 25 tombe tra tipologie a camera e a fossa.

La scoperta s'inserisce nel quadro storico-archeologico delle vicine aree di Ferento e Acquarossa. Il cantiere d'indagine – che ha coperto una superficie di circa 600 metri quadrati tra il 9 settembre 2024 e il 23 maggio 2025 durante i lavori per la posa di un cavidotto ad alta tensione diretto alla stazione elettrica Terna – ha spinto il Ministero della Cultura a decretare il vincolo di tutela, dichiarando l'area 'di interesse culturale particolarmente importante'.

Sette tombe a camera e l'ipotesi di un'antica strada

L'arco cronologico del sito si estende per oltre sette secoli, dal V secolo a.C. fino al II secolo d.C. Di particolare rilievo è l'allineamento delle sette tombe a camera identificate dagli esperti: tutte presentano l'accesso orientato verso sud e si sviluppano lungo la medesima direttrice. Secondo le archeologhe Beatrice Casocavallo e Chiara Giatti, questa disposizione coerente 'suggerisce l’esistenza di un’arteria stradale di accesso alla necropoli', un asse viario antico che serviva il sepolcreto.

I reperti del nucleo più antico

Il settore orientale del sito custodisce la fase più arcaica dell'area funeraria. Qui sono state riportate alla luce tre piccole camere del V secolo a.C. adibite al rito della cremazione.

Come evidenziato nella relazione tecnica della Soprintendenza, le stanzette funerarie 'erano sigillate da lastre quadrangolari in tufo rosso'. Al loro interno gli archeologi hanno recuperato un prezioso corredo composto da urne cinerarie in tufo, frammenti di ossa combuste e raffinati frammenti di ceramica a figure rosse, elementi che confermano l'importanza del sito per la ricostruzione dei popolamenti antichi nell'area viterbese.






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