ANNO 16 n° 272
Stranieri a Viterbo, aumentati del 50%
I dati dell'Istat sul Sole 24 Ore, ''In 4 anni raddoppiate le presenze''
25/08/2017 - 07:07

VITERBO – La popolazione straniera a Viterbo è quasi raddoppiata. In quattro anni, dal 2012 al 2016, la presenza di persone nate al di fuori dei confini nazionali e trasferite nel capoluogo della Tuscia sfiora un aumento del 50%. 49, 67%, per la precisione.

A rivelarlo, una ricerca condotta dall’Istat, l’istituto nazionale di statistica e resa nota sul Sole 24 Ore. Numeri che parlano chiaro e che scattano una limpida fotografia di come sia cambiata e si sia evoluta la comunità. Tanto viterbese, quanto nazionale. Perché in Italia la situazione non è affatto differente o in controtendenza.

Più di un milione e 100mila romeni, 450mila albanesi e 420mila marocchini su tutto lo stivale. Sono queste sono le principali comunità di stranieri residenti in Italia secondo le rilevazioni dell’ente pubblico di ricerca.

Alcune hanno una forte prevalenza femminile: in particolare quelle provenienti dall’Est Europa. Ad esempio quasi l’80% dei 230mila cittadini dell’Ucraina sono donne. Così come quelli della Russia, della Polonia o della Moldavia. Viceversa, dall’Egitto, Pakistan, Bangladesh e Senegal sono in prevalenza uomini coloro che risiedono nel nostro paese.

E anche a Viterbo, questi numeri e queste percentuali trovano riflesso: foltissime le comunità rumene e albanesi. Numerosissime le donne dei paesi est europei. Molto spesso sole e senza famiglia.

Una netta linea di confine, secondo quanto analizzato dagli esperti statisti, separa poi l’Italia del Centro Nord dal Meridione: la maggiore presenza di stranieri sul totale della popolazione è da registrare dal Lazio fino ai confini settentrionali. E’ però il Sud, la zona in cui in questi ultimi cinque anni, si sono registrati i tassi di incremento maggiori. Tra i capoluoghi di provincia Crotone, Foggia e Caltanissetta hanno visto dal 2012 al 2016 più che raddoppiare la presenza straniera; nello stesso periodo a Milano è cresciuta del 45%, a Roma del 62% e a Napoli del 67%.






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