

Diciott'anni dopo, le stragi mafiose di Firenze, Roma e Milano hanno un nuovo colpevole. È il boss Francesco Tagliavia, condannato all'ergastolo dalla corte d'assise di Firenze con l'accusa di aver partecipato all'organizzazione di tutti gli attentati e di aver messo a disposizione tre esecutori materiali.
A Tagliavia, già condannato all'ergastolo per la strage di via D'Amelio del 19 luglio 1992, nella quale morirono il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta, venne notificato il nuovo mandato di cattura nel marzo, del 2010, mentre si trovava nel carcere di Viterbo e proprio nel carcere di Mammagialla ha seguitoin collegamento video il processo
Tagliavia era stato coinvolto anche nelle indagini fiorentine che, per le stragi, portarono a quindici ergastoli, divenuti definitivi nel 2002. Fra i condannati, ci furono i vertici di Cosa Nostra: da Bernardo Provenzano a Totò Riina, passando per i fratelli Graviano, Matteo Messina Denaro e Giovanni Brusca. A riportare i magistrati fiorentini sulle tracce di Tagliavia sono state, in particolar modo, le dichiarazioni di due collaboratori di giustizia: Gaspare Spatuzza e Pietro Romeo.
La corte d'Assise di Firenze ha condannato Tagliavia anche all'isolamento diurno per tre anni. Il boss dovrà inoltre pagare risarcimenti danni che vanno dai 200 mila ero per il Ministero della Difesa ai 100 mila per Comune di Firenze e Regione Toscana e provvisionali da 10 mila euro ai familiari delle vittime.