

A tarda sera è ancora molto alta la tensione nel quartiere cairota di Shubra e sul LungoNilo davanti al palazzo Maspero (sede della tv di stato) dopo gli scontri tra soldati, polizia militare e copti che protestavano per far rimuovere dal suo posto il governatore Mostafa al-Sayed, di Aswan, dove la scorsa settimana è stata distrutta una chiesa.
Il ministero della sanità egiziano ha reso noto che negli scontri del Cairo si contano 23 morti e 174 feriti.
La libertà di culto è un 'diritto fondamentale che va rispettato': lo ha detto l'Alto rappresentante della Politica estera della Ue, Catherine Ashton, al suo arrivo al Consiglio Esteri della Ue a Lussemburgo. La Ashton ha espresso preoccupazione per le violenze al Cairo e sottolineato che 'é tempo che l'Egitto proceda verso libere elezioni' che possano portare il paese verso la democrazia.
Nuovi scontri tra musulmani e copti sono in corso nei pressi dell'ospedale in cui sono ricoverati i feriti. La protesta dei copti al Cairo era stata annunciata nei giorni scorsi e doveva radunare decine di migliaia di fedeli in piazza Tahrir per manifestare anche contro il capo del Consiglio Supremo della Difesa, maresciallo Hussein Tantaui, accusato di non essersi impegnato per far rispettare i diritti dei cristiani egiziani da parte della maggioranza musulmana (i copti in Egitto sono circa il 10 per cento della popolazione, di 80 milioni di abitanti).
I copti sono anche convinti dell'esistenza di un accordo tra i militari che detengono il potere in Egitto dalle dimissioni dell'ex presidente Mubarak, cioe' dall'11 febbraio scorso, e la confraternita dei Fratelli Musulmani, l'unica forza organizzata che sarebbe in grado di partecipare alle elezioni legislative fissate per il 28 novembre prossimo. Non sarebbe stato dato invece tempo sufficiente per organizzare campagne elettorali ai gruppi che hanno promosso e portato avanti la rivoluzione del 25 gennaio scorso che ha fatto cadere il regime di Mubarak. Oggi, mentre proteste di copti si svolgevano anche ad Assuan e ad Alessandria d' Egitto, al Cairo sono cominciati gli incidenti sui quali ancora non c'é una chiara ricostruzione ufficiale. Secondo l'agenzia di stato MENA, le violenze sarebbero cominciate 'dopo spari e lanci di pietre da parte dei manifestanti copti che marciavano verso il quartier generale della televisione per protestare contro tensioni riguardanti una chiesa di Assuan'. Secondo testimoni oculari sentiti dall'ANSA, i copti che in corteo si stavano recando verso il palazzo Maspero sarebbero stati attaccati con bottiglie molotov, lanci di pietre e armi da fuoco da teppisti e 'baltageya' (si definiscono cosi' in arabo violenti e criminali comuni al soldo dei controrivoluzionari). Alla reazione con lanci di pietre dei partecipanti alla manifestazione sarebbero poi intervenuti soldati e poliziotti sparando con le armi in dotazione e lanciando lacrimogeni per disperdere i protestatari. Il primo ministro, Essam Sharaf, ha lanciato stasera un appello per ammonire cristiani e musulmani a non cedere 'agli appelli alla sedizione'.
(Ansa.it)