ANNO 16 n° 203
Strade nuove a Porto Clementino, ma ai pici chi ci pensa?
Assolidi: 'Patrimonio arboreo componente essenziale e identitaria del litorale, nessuno ha pensato alle radici? Nuovo asfalto, vecchi problemi (non risolti)'
Fabio
22/07/2026 - 01:45
di Fabio Tornatore

di Fabio Tornatore

TARQUINIA - 'Nuovo asfalto, vecchi problemi (non risolti)' afferma Assolidi, l'associazione di categoria che riunisce le strutture turistiche del litorale viterbese. Partiti, infatti, i lavori per rifare l'asfalto nelle strade che si dipanano da Porto Clementino, tutti contenti tranne gli alberi.

'I lavori, per quanto è dato sapere” fanno sapere da Assolidi “consistono nella semplice scarificatura della pavimentazione esistente per una profondità di 5 -10 cm e nella successiva stesa di due strati di tappeto bituminoso. Si tratta dunque di un intervento di rifacimento superficiale, che migliorerà certamente nell’immediato la percorribilità delle strade, ma che non garantisce la durata della condizione del nuovo tappeto stradale. Uno degli aspetti più delicati riguarda infatti la presenza dei pini (superstiti) che si trovano ai lati delle strade interessate dai lavori”.

“L’intervento, a quanto pare” continua l’associazione “non prevede specifici trattamenti per contenere la crescita delle cosiddette radici-corda”. Come noto, questo tipo di radici si sviluppano per cercare ossigeno e, nel giro di pochi anni, “rischiano di tornare a crescere e a deformare nuovamente la pavimentazione in conseguenza della mancata adozione di misure atte a consentire l’ossigenazione del terreno circostante l’apparato radicale degli alberi. Perché l’Amministrazione, nell’appaltare questi lavori, non ha previsto anche procedure di contenimento delle radici, oggi possibili grazie alle moderne tecnologie?”

Nuove tecnologie, ma che in realtà hanno già diversi anni di utilizzo alle spalle, permettono di contenere le radici dei “famigerati” pini, permettendo a questi di respirare, e non “mangiare” la carreggiata, con conseguente rapido deterioramento della strada e dell’eventuale marciapiede.

“Si tratta” continua Assolidi “di un tema che non può essere considerato sconosciuto, anche perché nel 2024 si sono svolti convegni dedicati proprio alla tutela delle strade alberate, ai quali hanno partecipato alcuni componenti dell’attuale Amministrazione. Ma gli interrogativi non si fermano qui. Dal momento che i lavori interessano le strade nella loro totalità, perché non si è colta l’occasione per reimpiantare alberi in sostituzione di quelli abbattuti nel corso del tempo? Il patrimonio arboreo del comprensorio del Lido di Tarquinia non rappresenta soltanto un elemento decorativo, ma una componente essenziale dell’identità del luogo e del paesaggio senza dimenticare gli effetti positivi per la qualità della vita di residenti e villeggianti determinata dalla produzione di ossigeno e della loro ombra utile ad abbassare sensibilmente le temperature durante le stagioni estive”.

“Altra questione riguarda la mancata realizzazione di nuove caditoie per le acque meteoriche nelle vie che ne sono sprovviste e dove queste sono insufficienti per smaltire le acque durante e dopo le precipitazioni intense. Una mancanza non comprensibile dato che le nuove caditoie poste in punti strategici avrebbero eliminato, specie su alcune strade, le criticità che si manifestano puntualmente al verificarsi di ogni pioggia intensa. Del resto, le caditoie non vennero realizzate neanche in occasione del recente rifacimento della pavimentazione di viale Porto Clementino, strada che né è totalmente sprovvista dal tratto corrispondente a via Algi fino alla intersezione con viale Mediterraneo (peraltro attualmente del tutto ostruite). Assolidi, certamente non contesta l’esecuzione dei lavori, ma chiede che vengano realizzati in modo completo, lungimirante e nel rispetto delle caratteristiche originarie della zona. Le strade interessate dai lavori fanno parte di un contesto urbano e paesaggistico che negli anni ha contribuito a rendere attrattivo il territorio e sono lungi dall’essere soltanto vie a servizio delle residenze prospicienti. Per questo motivo” conclude “residenti e villeggianti chiedono di essere ascoltati. Sono cittadini e contribuenti che hanno investito le proprie risorse in questi luoghi anche per le caratteristiche ambientali, paesaggistiche e urbanistiche che li distinguevano. Conservare tali caratteristiche equivale a conservare il valore del territorio nel suo insieme ed anche degli immobili che vi si trovano”.






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