



VITERBO - Aumentano gli incidenti stradali nella provincia di Viterbo, colpa di strade dissestate e distrazione alla guida. A renderlo noto è l'ultimo report Istat che fotografa a livello nazionale, e dunque regionale, la sicurezza delle nostre più importanti arterie stradali.
Sebbene il 2023 sia stato caratterizzato da una stabilizzazione nella mobilità rispetto all'anno precedente, i numeri della Tuscia sono in aumento. Si è passati dai 787 incidenti nel 2022 agli 802 del 2023 con 18 morti, rispetto ai 16 dell'anno precedente. Vite spezzate tra le fredde lamiere dell'auto. Genitori o figli mai più rientrati a casa. Comunità in lutto. Oltre un migliaio i feriti. Il tasso di mortalità nel 2023 è stato del 5,8 percento.
Sempre nello stesso anno, in tutta la regione Lazio, si sono verificati 19.929 incidenti stradali, che hanno causato la morte di 346 persone e il ferimento di altre 26.258. Rispetto al 2022, in controtendenza al dato nazionale, diminuisce il numero degli incidenti (-1,7%) e dei feriti (-2,0%).
La strada con più alta incidentalità nella nostra provincia è risultata la SS2, ovvero la via Cassia, che collega Roma a Firenze attraversando la Tuscia. Le criticità maggiori anche sulla Pontina, l'Appia e l'Aurelia.
'Nell’ambito dei comportamenti errati di guida - dichiara il report - ci sono la distrazione, il mancato rispetto delle regole di precedenza e la manovra irregolare, che sono le prime tre cause di incidente. Colpa anche delle strade ammalorate che, in alcuni tratti, rendono la guida estremamente pericolosa'.
Gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extraurbane e sulle autostrade. Solo pochi mesi fa a perdere la vita sulla Dogana, a Tuscania, è stato il quarantatreenne Claudio Borzetti dopo uno scontro con un camion. Sulla Nepesina, l'ennesima scia di sangue ha travolto la vita di Ana Leticia De Barros Trajano e Fabrizio Rompietti, entrambi residenti a Civita Castellana: le auto che stavano guidando, una Bmw e una Smart, si sono scontrate in un violento impatto non lasciandogli scampo.