

VITERBO – ''Sono una persona pulita e non tollero che il mio lavoro e la mia professionalità vengano messi in discussione. Ho avuto dei processi a mio carico, certo, ma ne sono uscito a testa alta. Da tutti.''.
Un testimone d’eccezione, ieri in aula, di fronte al giudice monocratico Silvia Mattei. A parlare è stato l’onorevole Francesco Storace, parte civile nel processo per diffamazione a carico di Massimiliano Sambin, ex referente Fratelli d’Italia di Montefiascone.
A far scattare la denuncia e dunque il processo penale, un post su facebook pubblicato a fine 2011, in cui l’imputato accusava Storace di aver rubato migliaia di euro durante la sua presidenza alla Regione Lazio. E soprattutto si meravigliava di come fosse possibile permettere ad un indagato nella vicenda Laziogate, di costituire un partito politico e partecipare alle elezioni.
Lo scandalo a cui il post fa riferimento, scoppia nel 2005 quando, secondo la procura romana, Storace, alla vigilia delle elezioni regionali, avrebbe chiesto ad alcuni suoi tecnici di introdursi all'interno dell'anagrafe di Roma per verificare l'esistenza di eventuali firme false prodotte per presentare la lista della Mussolini, ‘’Alternativa Sociale’’, sua diretta concorrente.
Ma la vicenda si conclude nel 2012 con sentenza favorevole all'onorevole: vista l'esistenza di una convenzione che lo autorizzava ad accedere alla banca dati del Campidoglio, assoluzione, perché il fatto non sussiste.
''Laziogate è stato solo un mero tentativo di infangarmi. A vicenda conclusa, alcuni miei collaboratori mi hanno segnalato questo articolo pubblicato sul social network. La denuncia è scattata immediatamente. Non potevo tollerare che si tornasse su questa storia. E per di più che mi venisse dato del ladro: tra tutte le accuse che mi sono state mosse quella di furto non è mai comparsa. Non ho portato via dalle casse della Regione neppure un euro.''.
L’onorevole, sebbene molto amareggiato, sembrerebbe intenzionato a ritirare la querela, a patto che Sambin formuli scuse formali e paghi un centesimo di risarcimento danni, ''perché il mio personaggio così esposto e noto, ha subito un forte danno di immagine.''.
Solo voci di corridoio, però. Le vere condizioni, per chiudere la vicenda in modo pacifico, verranno formulate alla prossima udienza del 12 ottobre.