ANNO 16 n° 271
''Stop alle alte temperature in ceramica''
Mastrogiovanni (Femca Cisl): ''Nuovi impianti di termoregolazione nelle aziende''
30/07/2022 - 12:20

CIVITA CASTELLANA - ''Stress termico ambientale: è arrivato il momento di riconoscere maggiori tutele ai ceramisti''. E' quanto afferma Fabrizio Mastrogiovanni, segretario generale della Femca Cisl Viterbo, in considerazione dei rischi a cui risultano esposti gli operai in conseguenza delle alte temperature microclimatiche all'interno degli stabilimenti ceramici.

''Ci sono alcuni reparti in cui le temperature superano i 40 gradi, come ad esempio davanti ai forni di cottura - afferma Mastrogiovanni – o nel reparto colaggio o rifinitura, solo per fare alcuni esempi. In questi ambienti le temperature restano così elevate per mesi e inducono un forte stress fisico sugli operai, con inevitabili ripercussioni sulla salute. Come noto, infatti, le elevate temperature in assenza di misure idonee, oltre ad essere causa di malori, possono ridurre la capacità di attenzione del lavoratore e quindi aumentare il rischio di infortuni''.

''Quello che chiediamo a gran voce, come sindacato dei ceramisti, è che vengano improntati da parte degli imprenditori del distretto adeguati investimenti al fine di abbattere le alte temperature e rendere più confortevoli gli ambienti lavorativi. Come Femca Cisl abbiamo già da tempo sottoposto il problema e chiesto un confronto con varie aziende del Distretto. Alcuni gruppi importanti hanno accolto positivamente la nostra proposta, affinché la termoregolazione nei luoghi di lavoro diventi un diritto riconosciuto ad ogni singolo operaio.

A tale proposito - sottolinea il segretario Mastrogiovanni - è bene ricordare che vige una specifica legge (art 28 del d.lgsn.81/2008) che stabilisce l'obbligo del datore di lavoro di valutare 'tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari’''.

''E' di questi giorni, infine, la nota congiunta di Inps e Inail in cui viene rappresentata la possibilità per le imprese di chiedere il riconoscimento della cassa integrazione quando il termometro supera i 35 gradi centigradi anche per le temperature 'percepite'. In conseguenza di questa relazione risulta ancora più urgente e determinante il fatto che le imprese accolgano la nostra istanza, cosa che noi auspichiamo vivamente, nell’interesse primario del lavoratore e al fine di scongiurare qualsiasi azione che porti inevitabilmente ad accogliere la cassa integrazione a discapito degli operai del distretto''.

 






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