

VITERBO - L'avevano promesso e lo hanno fatto. Gli avvocati della società fiorentina Silve (Società italiana lampade votive) hanno depositato il 18 luglio scorso il ricorso al Tar del Lazio contro il Comune di Viterbo. O meglio, contro la decisione - ritenuta 'illegittima' - di revocare il project financing che la stessa Silve aveva ottenuto per l'ampliamento del cimitero di Grotte Santo Stefano. E alla fine delle ventidue pagine del ricorso - che Viterbopost ha avuto modo di leggere - firmato dall'avvocato fiorentino Leonardo Limberti e della collega romana Annalisa Lauteri, c'è anche la richiesta di danni: un milione e cinquecentomila euro, oltre alle spese legali e rivalutazioni varia. Oltre, naturalmente, alla revoca dei provvedimenti.
Il ricorso era già stato annunciato nelle scorse settimane. Dopo che in marzo il Comune, su indicazione dell'assessorato ai Lavori pubblici (assessore Saraconi), aveva sospeso il project financing, riservandosi di valutarne l'utilità e la convenienza. Poi è arrivata la revoca, anticipata da una lettera al sindaco e a tutti i capigruppo in consiglio comunale, in cui la stessa Silve avvertiva che, in caso di revoca, si sarebbe rivolta al Tar. Detto, fatto.