ANNO 16 n° 274
Stipendi da fame nella Tuscia colpa del precariato e lavoro nero
La provincia di Viterbo fanalino di coda a livello regionale. Poco pił di 17mila euro la retribuzione media annua lorda nel 2022
16/09/2024 - 07:02

VITERBO - Piangono le tasche dei lavoratori viterbesi dove gli stipendi sono i più bassi della regione Lazio. La Cgia di Meste, l'associazione artigiani e piccole imprese, basandosi su dati Inps e Istat ha evidenziato come nel 2022 la retribuzione media lorda annua dei lavoratori dipendenti della provincia di Viterbo occupati nel settore privato è stata pari a 17.234, poco più alta rispetto all'anno precedente, ferma a 16.409 euro, ma decisamente al di sotto della media nazionale.

Meglio della Tuscia, le altre quattro province laziali. Roma in testa con una retribuzione media annua di 24.243 euro, Frosinone (19.584), Latina (18.579) e Rieti (17.690).

Dall’analisi provinciale delle retribuzioni pagate ai lavoratori dipendenti del settore privato emerge che, nel 2022, Milano è stata la realtà dove gli imprenditori hanno pagato di più i propri dipendenti: 32.472 euro. Seguono Parma con 26.861 euro, Modena con 26.764 euro, Bologna con 26.610 euro e Reggio Emilia con 26.100 euro. Fanalino di coda Vibo Valentia con 12.923 euro annui. Tra i comuni del capoluogo lombardo e la provincia di Viterbo il divario salariale sfiora l'abisso, incidendo per quasi il 90 percento. Conti alla mano, dividendo ipoteticamente l'importo per tredici mensilità, ogni lavoratore viterbese avrebbe guadagnato, sempre nel 2022, 1325 euro mensili.

Ad incidere cosi pesantemente nella differenza salariale tra nord e sud, secondo la Cgia, è il posizionamento geografico delle aziende con maggiore potere contrattuale, localizzate al nord, a cui si contrappongono situazioni di lavoro irregolare, statisticamente più diffuso al sud e lavoro stagionale, soprattutto nel settore turistico che abbassano enormemente la media. Al nord è richiesto maggiore personale qualificato, proprio in virtù delle caratteristiche precedentemente esposte, ove il settore privato delle multinazionali, le utilities, le imprese medio-grandi, le società finanziarie, assicurative e bancarie è noto riconoscano ai propri dipendenti stipendi molto più elevati della media.






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