

Massimiliano Morelli
Fate saltare i tappi, che la pandemia è finita. Mera amenità? Ironia spicciola? Fake news? Macché, più semplicemente una frase che lascia l’amaro in bocca, che si beva spumante o champagne poco importa. Tutto disatteso, pare davvero la pandemia sia finita, fra comportamenti rognosi e incivili, contro ogni regola, e in controtendenza con le grida d’allarme degli addetti ai lavori. Le strade sono di nuovo affollate, per tacere del traffico, tornato a ritmi da bollino rosso, tipo quelli che vengono evidenziati nei giorni di partenza per le vacanze estive. Pare sia successo nulla, neanche a parlarne di trovare un posto nei parcheggi dei centri commerciali, le attese ai semafori ridiventano estenuanti. Al passaggio a livello di Viterbo, ieri sera, al transito del treno che passa verso le venti, si contavano per lo meno un centinaio di auto in attesa si alzasse la sbarra; due ore prima a Roma, teatro il raccordo anulare (che è lungo 63 chilometri e dovrebbe essere una strada a scorrimento veloce), sui cartelli indicatori comparivano segnalazioni di rallentamenti e, fatti due calcoli, per fare un anello completo non bastavano due ore e dieci minuti. Traffico sulla Cimina e sulla Cassia, traffico a via della Palazzina, traffico perfino in quei tratti di strada dove abitualmente si può incontrare più facilmente un cinghiale di un’altra auto. Peccato, potevamo dimostrare a noi stessi che dai vari lockdown avevamo imparato la lezione. Niente, stavolta neanche ci rimandano a settembre. Stavolta ci bocciano a giugno…