ANNO 16 n° 272
Spunta serpentone
tra i banchi di scuola
E' stato messo in fuga
da una coraggiosa collaboratrice
02/11/2013 - 04:01

CIVITA CASTELLANA - Collaboratrice scolastica trova un lungo serpente all’interno di un’aula della scuola, ma coraggiosamente riesce a metterlo in fuga.

L’episodio è accaduto al plesso scolastico di scuola primaria Alberto Manzi.

Verso le 14.30, ora nella quale l’intera scuola è ormai vuota di docenti e di insegnanti, Sabrina Sansonetti - questo è il nome della collaboratrice scolastica - stava mettendo in ordine la classe prima quando ha notato alcuni cerchi didattici a terra. E’ andata a sistemarli, ma in mezzo ad essi ha trovato una raccapricciante sorpresa: un lungo serpente di colore verde, lungo circa un metro.

”Non mi aspettavo affatto di imbattermi in una simile presenza - spiega Sabrina - e ho gridato per la grande paura che mi ha assalito in quel momento, fuggendo di corsa dalla classe. Poi mi sono fatta coraggio e sono rientrata nella classe munita di una scopa. Il lungo rettile stava sotto ad un armadietto e, nonostante la forte apprensione che mi sentivo addosso, sono riuscita a farlo uscire allo scoperto. Il serpente , per difendersi, si alzava e soffiava minaccioso con la sua lingua biorcuta verso di me. Grazie ad alcuni precisi colpi di scopa il serpente è fuggito dalla porta finestra e per poi dileguarsi in giardino. E’ stata un’esperienza che ricorderò per sempre così come il grande spavento che ho provato”.

La collaboratrice Sansonetti è stata davvero ardimentosa con il suo intervento anche perchè, al momento della scoperta dell’aggressivo serpente, era l’unica persona presente nella scuola. Ha affrontato il rettile con coraggio perché “non poteva lasciarlo dentro una classe dove la mattina seguente sarebbero entrati i piccoli alunni della classe prima”, dimostrando un profondo senso del dovere e grande senso di responsabilità. Ma come è possibile incontrare, a fine ottobre, un serpente? Semplice: la calda quanto anomala temperatura di questo periodo rende ancora vispi questi rettili che in tal modo strisciano ancora, liberi e sicuri di sé, per sentieri in cerca di qualche preda o di qualche riparo.






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