

Avvio in netto rialzo per il mercato obbligazionario italiano e per Piazza Affari, all’indomani del voto per il rinnovo del Parlamento europeo, che in Italia segna l’affermazione, oltre ogni più rosea previsione, del Pd targato Renzi. Il principale partito di governo vola oltre il 40% e stacca di una ventina di punti il M5s, superando a pieni voti il test elettorale. In un giornata che si preannuncia dai volumi estremamente sottili per la contemporanea chiusura per festività di Londra e Wall Street, in attesa dell’intervento del presidente Bce Mario Draghi da Sintra, nei primi scambi il rendimento del decennale italiano scende al 3,05% dal 3,16%, e lo spread con l’analoga scadenza del Bund si stringe a 168 punti base dai 180 punti base del finale di seduta di venerdì .
I listini
Avvio positivo per Piazza Affari con l’indice Ftse Mib che balza del 2,7% in avvio, sostenuto dai titoli bancari particolarmente brillanti. Il nervosismo degli investitori, soprattutto dei fondi esteri, in vista dell’appuntamento elettorale europeo, la settimana scorsa ha spinto lo spread di rendimento tra decennali italiani e tedeschi oltre la soglia dei 200 punti base per la prima volta da metà febbraio. In Europa, dove il voto premia di misura il partito popolare, il dato più significativo è comunque l’avanzata delle forze populiste e euroscettiche, e in particolare la vittoria del Front National in Francia, che contesta l’euro da posizioni di estrema destra. Sul listino acquisti per i bancari Bper (+6,76%), Mps (+5,24%), Bpm (+5,49%), Ubi (+4,72%) e Intesa (+4,23%). Nessun titolo in rosso, mentre Mediaset guadagna il 2,89% senza accusare contraccolpi dal risultato elettorale di Forza Italia. Ubi (+6,7%) riduce il rialzo iniziale ma si conferma in testa seguita da Mps (+6%), Bpm (+5,24%), Unicredit (+3,66%), Mediobanca (+3,12%) e Carige (+2,71%). Tiene Mediaset (+2%), nonostante il flop elettorale di Forza Italia.
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