ANNO 16 n° 274
Sprangate ai passanti,
parla la madre: ''Mi
sento impotente''
24/11/2018 - 07:12

VITERBO – ''Io mi sento impotente , non so come gestirlo e arginarlo. Ho bisogno che venga seguito e aiutato da qualcuno affinché mio figlio ne esca pulito''. E migliore. A parlare in aula è la madre di D.B., il 28enne finito in manette lo scorso 30 settembre dopo un’aggressione a suon di sprangate ai danni di un passante e di due poliziotti in via Monte Cervino. Già sorvegliato speciale con l’obbligo di restare in casa dalle 21 alle 7 di mattina, per il giovane a inizio ottobre, si sono aperte le porte del carcere con le accuse di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.

''Se me lo rimandate a casa – ha proseguito la donna, rivolgendosi al giudice Gaetano Mautone, di fronte al figlio scortato in aula dalla polizia penitenziaria – lui tornerà a fare quello che vuole. Uscirà, di nuovo. Perché io non so trattenerlo, non so come gestirlo''.

Una richiesta d’aiuto per lei, ma soprattutto per il figlio, con cui lo scorso 30 settembre, poco prima delle 20, stava discutendo sotto casa in via Monte Cervino, in maniera alquanto animata. Da qui, l’aggressione apparentemente immotivata ai danni di un passante: l’uomo non avrebbe detto nemmeno una parola, né avrebbe cercato di avvicinarsi al giovane. Eppure, stando alla ricostruzione della polizia, si sarebbe scagliato contro di lui brandendo un bastone.

Provvidenziale l’intervento della pattuglia, che avrebbe fatto scongiurare il peggio: D.B. avrebbe aggredito anche un poliziotto, nel tentativo di liberarsi dalla presa.

Entrambi finiti in ospedale, hanno ricevuto prognosi per sette e cinque giorni.

Si tornerà in aula il prossimo 4 dicembre, per la discussione del rito abbreviato a cui il giovane, per esplicita richiesta del difensore, è stato ammesso.






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