ANNO 16 n° 275
Spostamenti, ecco come funziona l'autocertifcazione
Consigli utili per chi deve recarsi fuori dal proprio comune di residenza
10/03/2020 - 14:56

VITERBO – Parola d'ordine: buon senso. Sempre, anche in questo caso. Ovvero nelle autocertificazioni riguardanti gli spostamenti.

Come noto, da ieri sera tutta l'Italia è infatti diventata ''zona protetta'' per il rapido diffondersi del Covid19, e sono quindi iniziati i controlli delle forze dell'ordine.

Durante la conferenza stampa per illustrare il nuovo decreto, il premier Giuseppe Conte ha spiegato: ''Ci si potrà spostare con autocertificazione per motivi di lavoro, salute e casi di necessità''.

Nel momento in cui si viene fermati ad un posto di controllo, dunque, ''si dove compilare il modulo di autocertificazione in cui si definiscono le ragioni dello spostamento'', spiegano dal comando provinciale del carabinieri. Il passaggio successivo, ovviamente, è accertare la veridicità di quanto affermato dall'automobilista. Che, nel caso dichiari il falso viene denunciato.

Per quanto riguarda i ''motivi di lavoro'', la certificazione del datore di lavoro è utile ed è necessaria per specificare il rapporto di dipendenza e gli orari lavoro (anche specificando situazioni di reperibilità e urgenza) in modo da facilitare il compito delle forze di polizia.

Le ''situazioni di necessità'', invece, possono essere diverse. Ad esempio, la necessità di accudire un genitore anziano, o quella di una nonna che ha la figlia che lavora e che, quindi, deve prendersi cura del nipotino. Nel caso in cui si risieda in piccoli Comuni dove non c’è il supermercato oppure la farmacia, ci si può spostare nel comune vicino.

Quanto, infine, i ''motivi di salute'', nel caso di visita medica o di esame, al controllo bisognerà esibire il certificato.






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