

ROMA – Non è un ensorsement vero e proprio – e ci mancherebbe – ma dal senatore viterbese del Pd (e tesoriere dei Ds), Ugo Sposetti, arriva dalle colonne di Repubblica un'apertura controllata al governo che Matteo Renzi sta cercando di formare. A Renzi premier, insomma, con l'augurio “che faccia un governo forte: devono ripartire i cantieri, i consumi. Se ce la fa: evviva il governo Renzi”. Ma non a Renzi segretario del Pd: “A lui del partito non gliene frega niente – dice Sposetti intervistato da Concetto Vecchio al circolo democratico romano di piazza Bologna, dove ha votato per Melilli alla segreteria regionale – E anzi non può ricoprire due ruoli contemporaneamente, per questo sul segretario si deve aprire subito una discussione”.
Sposetti poi ha raccontato il suo travaglio nel corso della passata settimana, quella dell'apertura della crisi lampo: “Mercoledì ho chiamato Cuperlo. Gli ho detto che con questo scontro tra Renzi e Letta ci stavamo coprendo di ridicolo. Gli ho spiegato che con Letta avremmo perduto sia le prossime elezioni amministrative sia le europee. E il giorno dopo la Direzione del Pd si è schierata a favore del segretario, e ha fatto benissimo: bisogna sempre stare col leader, con l'istituzione. Ho ancora la tessera del Pd, sono un semplice iscritto, e seguo la regola della comunità: un partito è come una chiesa. Letta si è cacciato da solo: il Paese era abbandonato mentre lui faceva i suoi viaggi all'estero”. Infine, sul futuro del partito e del Governo, e l'insinuazione di eventuali agguati e mancanza di lealtà nei confronti di Renzi, Sposetti è categorico: “Noi vogliamo bene al partito e all'Italia. Ci comporteremo da persone perbene”.