

VITERBO - “Domani si riunirà la direzione del Partito democratico per stabilire le regole delle primarie per il Parlamento. Io non parteciperò alle primarie a Viterbo per un motivo di opportunità politica: non voglio essere d’ostacolo a una libera dialettica del Pd viterbese né alla crescita di un uomo o una donna che possono legittimamente aspirare a una presenza in Parlamento come espressione di un radicamento sul territorio più forte di quello che, a causa del mio impegno e per il lavoro che svolgo, non ho più”. Così Ugo Sposetti, deputato del Pd, incontrando questa mattina i giornalisti a Viterbo.
“Questo mio ragionamento – ha aggiunto - aiuta a creare un partito più unito e più forte. La mia è stata una decisione serena. Nel 2006 sono tornato in Parlamento per il mio ruolo di tesoriere Ds. Fassino e altri della direzione ritennero opportuna la mia presenza, poi confermata nel 2008 col Pd. Poi non mi sono più candidato negli organismi di partito né faccio parte di organismi direttivi. Ci sono fasi che si concludono e bisogna prenderne atto. Mi auguro invece che Fioroni sia presente alle primarie e decida di candidarsi a Viterbo e non in altre parti. Sono sereno nel sollecitare la sua candidatura e ritengo lo farà proprio a Viterbo. Sul mio futuro – ha dichiarato rispondendo alle sollecitazioni della stampa - deciderà il segretario. Se mi chiedesse un impegno non declinerei ma non lo do per scontato né lo sollecito”.
“Le primarie – ha continuato - sono state un successo per chi le ha volute, ovvero il Pd e il suo segretario. Oggi Bersani è politicamente più forte e sarà un ottimo presidente del consiglio. Per Viterbo, sono certo che l’assemblea comunale del Pd di domani deciderà la data per le primarie del candidato a sindaco. Del resto, la mia proposta per l’attuazione dell’articolo 49 della Costituzione presentata nell’ottobre del 2010, al di là di una lettura disattenta, andava proprio in questa direzione: ricorrere alla consultazione popolare per tutte le cariche elettive sopra i 15.000 abitanti. Ritengo, quindi, si debbano fare le primarie anche per la Regione Lazio. A Roma il segretario regionale chiede solo una rosa di nomi indicati dai candidati di circolo. Io sono per le primarie il 29 e 30 dicembre in cui esprimersi sia per i candidati al Parlamento che per quelli alla Regione Lazio ”.