ANNO 16 n° 272
''Spedizione punitiva al bar, forse per una lite tra le famiglie''
In aula parla la vittima e svela l'ipotetico movente
25/03/2022 - 10:55

di Andrea Stefano Marini Balestra

Davanti al Giudice dr. Rigato del Tribunale di Viterbo è stata ieri chiamata la causa penale a carico di tre imputati accusati insieme ad un minore, poi stralciato dal processo di aver devastato l’antivigilia di Ferragosto del 2019 un bar a Montefiascone.

Accadde che il quartetto, presentatosi nel locale ed avuta la presenza del titolare, senza tanti complimenti lo avrebbero affrontato dapprima a male parole e minacce poi con atti violenti, anche mediante oggetti contundenti, poi avrebbero spaccato e danneggiato i mobili del bar e ferito con una coltellata un avventore che tentava di calmarli. Inevitabile la chiamata ai carabinieri, le successive indagini del Norm di Montefiascone che identificarono i responsabili e oggi il processo.

La parte offesa, il titolare del bar, nella sua deposizione ha riferito che la spedizione punitiva sarebbe stata forse conseguenza un dissidio nato tra sua figlia e quella di uno dei loro per cui sua moglie aveva sporto denuncia, dapprima ritirata, poi reiterata. Questo fatto non sarebbe stato gradito a qualcuno e l’iniziativa del raid per convincere la signora di ritirare del tutto ogni denuncia.

Il barista, benché ferito (venne refertato per lesioni all’Ospedale di Belcolle) e aver subito la semidistruzione del suo locale, ha riferito di voler ritirare le querele per minaccia e danneggiamento purché della faccenda si ponga fine.

Il processo, però prosegue, infatti, tra i capi d’accusa figurano reati perseguibili d’ufficio. Prossima udienza a dicembre.

 






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