ANNO 16 n° 275
Spedizione punitiva
a Boscoreale: tra arrestati anche ex giocatore gialloblu
13/07/2012 - 04:00

di Eva Kant

VITERBO – Voleva il 50 per cento della proprietà immobiliare acquistata durante il matrimonio e, alle reticenze dell’ex marito, ha risposto ingaggiando tre sicari per farlo fuori. Tra questi c’è un ex calciatore della Viterbese Calcio: si tratta di Giuseppe Aquino, 33 anni da compiere il prossimo 25 settembre, nato in Germania ma residente a Boscoreale. Centrocampista gialloblù nella stagione appena trascorsa, e fresco di ingaggio per lo Sporting Scafati nelle vesti di allenatore.

Proprio in questi giorni avrebbe dovuto presentarsi ufficialmente alla stampa e, invece, giusto ieri mattina gli è stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare. Per lui l’accusa è di estorsione e il tribunale di Torre Annunziata gli ha concesso gli arresti domiciliari. Così come a Pasqua Teodosio, 29 anni.

C’è anche il reato di tentato omicidio, invece, per Vincenzo Lettieri ed Aniello Gallo, entrambi 30enni. Sono gli ultimi due, in particolare, gli autori dell’agguato avvenuto il 13 giugno scorso a Bascoreale (paese di residenza degli indagati, ad eccezione di Gallo che vive a Gragnano) ai danni dell’ex marito della Teodosio, autista di professione per conto di una ditta che gestisce la raccolta dei rifiuti nella zona.

L’uomo, a bordo di un mezzo del servizio Nu, era stato raggiunto da un’auto dalla quale erano stati esplosi due colpi di pistola che avevano centrato in pieno la portiera del mezzo ma, fortunatamente, non il vero bersaglio. Provvidenziale, in questa circostanza, un servizio di controllo da parte di una pattuglia della Guardia di finanza, che aveva messo in fuga i due attentatori.

“L’attività investigativa, avviata immediatamente, ha consentito di risalire all’identificazione dei responsabili e di circostanziare i motivi dell’azione di fuoco”, ha spiegato il maggiore Marco Volpe dal Comando provinciale di Napoli. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Aquino insieme a Lettieri e Gallo erano stati assoldati dalla Teodosio per intimidire l’ex marito allo scopo di convincerlo a trasferirle la quota del 50 per cento dell’appartamento e del terreno acquistati durante il loro breve matrimonio.

“Le resistenze dell’uomo alle ripetute minacce a scopo estorsivo – ha aggiunto in conclusione il maggiore Volpe - hanno spinto gli arrestati a compiere una vera e propria spedizione punitiva”. Che non è stata portata a termine solo per una coincidenza fortuita. A far fuoco era stato Lettieri dall’auto guidata da Gallo. Le indagini, adesso, proseguono per accertare l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti.

 

 

 






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