

E' salito ad almeno sei morti accertati e a circa cento feriti il bilancio ancora provvisorio della sparatoria al confine tra Israele e Siria, dove le truppe dello Stato ebraico di guardia sulle alture del Golan, strappate a Damasco durante la Guerra dei Sei Giorni e annesse unilateralmente, hanno aperto il fuoco all'indirizzo di centinaia di manifestanti filo-palestinesi, i quali avevano cercato di oltrepassare la recinzione che corre lungo la linea del cessate-il-fuoco del 1967: lo hanno denunciato la televisione di Stato siriana e l'agenzia di stampa ufficiale 'Sana'.
'Chiunque cerchera' di attraversare il confine sara' ucciso', urlavano i militari israeliani all'indirizzo dei dimostranti con l'ausilio dei megafoni. Dall'alba in Israele le forze di sicurezza sono in stato di massimo allerta per le dimostrazioni convocate da diversi movimenti radicali in occasione del 44esimo anniversario dell'inizio del conflitto del '67: tra le zone piu' 'sensibili' ci sono proprio le alture del Golan. In Cisgiordania, nella Striscia di Gaza e nei Paesi arabi confinanti, come pure all'interno dello stesso Stato ebraico, i manifestanti sono stati istruiti a premere sui posti di blocco israeliani eretti alle frontiere: esattamente come avvenne un mese fa, nel 63mo anniversario della nascita dello Stato di Israele che per i palestinesi e' la 'Naqba', il Giorno della Catastrofe. Allora furono uccisi quindici civili.
(Agi)