


VITERBO – I boschi della Tuscia finiscono sotto i riflettori di Mediaset. Due video pubblicati da “Fuori dal coro”, programma di Rete 4, tornano sul fenomeno dello spaccio nelle aree boschive della provincia. Un tema che la cronaca locale segue da tempo e che era già stato affrontato dalle autorità durante un incontro sulla sicurezza.

Nel servizio, l’inviata Valeria D’Este si addentra nella vegetazione e mostra alcuni oggetti che presenta come segnali della presenza di una postazione per lo spaccio: batterie, una sedia, un telo e altri materiali lasciati nel bosco. In uno dei filmati la giornalista indica anche un sacchetto appeso a un cancello, descritto come un segnale che l’area sarebbe attiva. Le immagini sono accompagnate dal racconto di una persona intervistata in forma anonima, che parla di una «guerra» per il controllo del territorio.
(Valeria D'Este, report per Fuori Dal Coro)

Prevenzione e domanda di stupefacenti
La questione era stata affrontata durante l’incontro di area vasta che si è svolto a Caprarola, nella Sala Giove di Palazzo Farnese. Il prefetto Sergio Pomponio aveva indicato le aree boschive tra i luoghi favorevoli allo spaccio. Il questore Giorgio Di Munno aveva richiamato la necessità di affiancare alla repressione anche la prevenzione e la collaborazione con i sindaci.
Il colonnello Alfredo Antro, comandante provinciale dei carabinieri, aveva posto l’attenzione anche sulla domanda di stupefacenti. Il contrasto nei boschi, aveva spiegato, è complesso: quando uno spacciatore viene fermato, può essere sostituito da un altro. Per questo, accanto ai controlli, è importante intervenire prima che i ragazzi entrino in contatto con le sostanze, cominciando dalle scuole medie e dalla fascia tra gli 11 e i 14 anni. Ridurre il consumo significa agire anche sulla domanda che alimenta il mercato.
Il servizio di “Fuori dal coro” riporta così l’attenzione su un fenomeno già noto alle istituzioni e seguito sul territorio. La trasmissione ne offre una nuova rappresentazione; il lavoro di contrasto, secondo quanto emerso dall’incontro, passa anche dalla prevenzione e dalla collaborazione tra forze dell’ordine, scuole e amministrazioni locali.