ANNO 16 n° 274
Spaccatura PD - Serra
e Mancinelli: ''Se in 55
lo hanno abbandonato
una ragione c'č''
Ricci: ''Per me una sconfitta''
06/07/2012 - 09:43

VITERBO - “Se in 55 hanno deciso di abbandonare il partito e di farlo rumorosamente, non è di certo un buon segnale. Tanti altri si sono allontanati silenziosamente ed è peggio. Non hanno tutti i torti e qualche buona ragione c’è”. Dopo l’uscita dal Partito Democratico di un copioso gruppo di “dissidenti”, all’interno del Pd si cominciano a tirare le somme di quanto fatto e si cerca di analizzare i risultati ottenuti, tirando fuori anche qualche sassolino dalla scarpa, come hanno fatto Francesco Serra e Sandro Mancinelli.

“Se a mandarti a quel paese sono quei militanti popolari che sono il fulcro di un partito, non ci si può girare dall’altra parte – affermano i due democratici - , perché non c’è interesse, poltrona o potere dentro questa scelta. C’è una grande delusione , pari almeno alla generosità dedicata. Sono tanti i segnali che il gruppo dirigente del PD ha sottovalutato in questi anni, deludendo attese e aspettative”.

“Vorrà dire qualcosa il fatto che, di fronte al fallimento dell’esperienza di governo del centro destra, alle difficoltà del sistema paese, ai problemi di vita quotidiana e di futuro , noi non veniamo percepiti come l’alternativa – aggiungono -? Che invece consensi significativi si orientino diversamente? E guarda caso sempre premiando qualsiasi proposta che, confrontata alla nostra, appare nuova”.

Fra le reazioni più attese arriva poi quella del segretario dell’unione comunale del PD Viterbo Alvaro Ricci: “Per chi come me è stato chiamato dagli iscritti a svolgere il difficile compito di segretario cittadino di un partito grande e complesso, l'abbandono di alcuni sostenitori resta di per se una sconfitta di cui, anche soltanto per il fatto di essere segretario, mi sento in parte responsabile” afferma Ricci.

“Con molta sincerità non posso non condividere alcune delle questioni poste che sono temi veri e che contribuiscono ad allontanare la gente comune dai partiti - continua Ricci -.Mi riferisco in particolare alle questioni etiche e di sobrietà della politica e soprattutto di chi è stato chiamato a rappresentarla nelle istituzioni e nel partito. Per ciò che attiene quanto deliberato dall'assemblea comunale, proprio su questi temi, ed in particolare su quelli relativi al sostegno per il referendum sull'abolizione dei vitalizi ai consiglieri e assessori regionali, credo di essere stato assolutamente conseguente con quanto deciso. Infatti, son stato e sarò in piazza, insieme allo stesso a raccogliere e autenticare le firme. Sul tema della primarie per la scelta del candidato Sindaco di Viterbo, poi, credo di essere stato chiaro e sarò scrupoloso esecutore di quanto l'assemblea ha deciso: le primarie si faranno senza se e senza ma”.

“Appaiono ingenerose, inoltre, le critiche per la mancanza dei luoghi di confronto nel partito di Viterbo, visto che In questi ultimi sei mesi si sono svolte cinque assemblee comunali” conclude poi Ricci, svelando anche la telefonata avuta con Franco Marinelli, il “portavoce” dei dissidenti, in cui “ho ribadito tutta la mia stima personale e politica, invitandolo a ripensarci e a continuare a portare avanti all'interno del partito le sue idee con la stessa passione e determinazione di sempre”.






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