ANNO 16 n° 247
Sotto il cielo di 'Dies Natalis', il soffio di luce, la fatica sacra e il cuore di una cittą
Una notte di luce, fatica immensa e passione pura per il ritorno a casa di Rosa
Serena
04/09/2026 - 00:40
di Serena D'Ascanio

foto di Massimiliano Vismara

VITERBO – Ci sono notti in cui la fisica cede il passo al miracolo, in cui la pietra e il metallo sembrano farsi piuma e la fatica umana si trasforma in pura trascendenza. Il Trasporto di Dies Natalis non è stato soltanto una manifestazione di maestria e devozione: è stato uno spettacolo luminoso di rara bellezza, un fiume di luce che ha attraversato le vene strette del centro medievale, scaldando gli animi di una città intera.

Un Trasporto carico di pathos, vibrante di un’emozione viscerale che ha unito le migliaia di persone presenti lungo il percorso e le migliaia collegate da ogni angolo del mondo. Perché la verità di questa notte risiede in quell'antica, potentissima certezza che a Viterbo si tramanda di generazione in generazione: 'Semo tutti d'un sentimento'.

Sotto le stanghe, i Facchini hanno dato fondo a ogni singola goccia di energia. Visibilmente stremati, con i volti segnati dallo sforzo immane, dal sudore e dalla sofferenza fisica, hanno avanzato passo dopo passo sorretti da una gioia incontenibile: quella di riportare la loro piccola Rosa a casa.

A guidare questa forza della natura, il Capofacchino Luigi Aspromonte, rivelatosi un vero e proprio vulcano di energia, carisma e positività. Le sue urla di incitamento, i suoi sguardi penetranti e la sua grinta contagiosa hanno infuso coraggio agli uomini del Sodalizio nei momenti di massimo sforzo.

È stata una prova tattica e di altissima precisione. Il gigante di luce ha camminato a ritmo sostenuto e veloce nel primo tratto, per poi rallentare vistosamente e muoversi pianissimo una volta superata Piazza delle Erbe. Un cambio di passo necessario per affrontare il tratto storicamente più stretto e pericoloso del percorso, dove ogni millimetro fa la differenza tra la perfezione e il rischio. In questi passaggi delicati è stata fondamentale la collaborazione composta e responsabile del pubblico, che ha facilitato il lavoro dei soccorsi e degli addetti alla sicurezza senza creare intralci.

A confermare l'eccellente condotta della prima fase è stato Massimo Mecarini, Presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, che a caldo non ha nascosto la propria soddisfazione: 'Il primo tratto è andato benissimo, siamo venuti veloci, con un doppio 'sollevate e fermi'. È sempre una grande emozione e sono estremamente orgoglioso dei miei ragazzi'.

Intensa e partecipata anche la commozione della Sindaca Chiara Frontini, che ha vissuto la notte più importante dell'anno con il peso e l'onore della fascia tricolore: 'È l'emozione della responsabilità,' ha confidato con gli occhi lucidi. 'Vivo questo Trasporto con estrema responsabilità, lo sento con un carico emotivo diverso. E sì, stasera si piange, e anche parecchio'.

A fare da cassa di risonanza a questo flusso continuo di pathos è stata la conduzione della diretta streaming curata da Cristina Pallotta, addetta stampa del Comune di Viterbo, capace di raccontare ogni istante con un registro vivo, vibrante ed ematico, restituendo anche a chi era lontano il battito cardiaco della piazza.

Quando le luci di Dies Natalis hanno illuminato l'ultimo tratto della salita, la fatica si è sciolta nelle lacrime di gioia dei Facchini e nell'abbraccio collettivo della cittadinanza. Santa Rosa è tornata a casa, e Viterbo, ancora una volta, ha ritrovato se stessa nel suo rito più bello.

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