


foto di Massimiliano Vismara


Un Trasporto carico di pathos, vibrante di un’emozione viscerale che ha unito le migliaia di persone presenti lungo il percorso e le migliaia collegate da ogni angolo del mondo. Perché la verità di questa notte risiede in quell'antica, potentissima certezza che a Viterbo si tramanda di generazione in generazione: 'Semo tutti d'un sentimento'.

Sotto le stanghe, i Facchini hanno dato fondo a ogni singola goccia di energia. Visibilmente stremati, con i volti segnati dallo sforzo immane, dal sudore e dalla sofferenza fisica, hanno avanzato passo dopo passo sorretti da una gioia incontenibile: quella di riportare la loro piccola Rosa a casa.

A guidare questa forza della natura, il Capofacchino Luigi Aspromonte, rivelatosi un vero e proprio vulcano di energia, carisma e positività. Le sue urla di incitamento, i suoi sguardi penetranti e la sua grinta contagiosa hanno infuso coraggio agli uomini del Sodalizio nei momenti di massimo sforzo.

È stata una prova tattica e di altissima precisione. Il gigante di luce ha camminato a ritmo sostenuto e veloce nel primo tratto, per poi rallentare vistosamente e muoversi pianissimo una volta superata Piazza delle Erbe. Un cambio di passo necessario per affrontare il tratto storicamente più stretto e pericoloso del percorso, dove ogni millimetro fa la differenza tra la perfezione e il rischio. In questi passaggi delicati è stata fondamentale la collaborazione composta e responsabile del pubblico, che ha facilitato il lavoro dei soccorsi e degli addetti alla sicurezza senza creare intralci.

A confermare l'eccellente condotta della prima fase è stato Massimo Mecarini, Presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, che a caldo non ha nascosto la propria soddisfazione: 'Il primo tratto è andato benissimo, siamo venuti veloci, con un doppio 'sollevate e fermi'. È sempre una grande emozione e sono estremamente orgoglioso dei miei ragazzi'.

Intensa e partecipata anche la commozione della Sindaca Chiara Frontini, che ha vissuto la notte più importante dell'anno con il peso e l'onore della fascia tricolore: 'È l'emozione della responsabilità,' ha confidato con gli occhi lucidi. 'Vivo questo Trasporto con estrema responsabilità, lo sento con un carico emotivo diverso. E sì, stasera si piange, e anche parecchio'.

A fare da cassa di risonanza a questo flusso continuo di pathos è stata la conduzione della diretta streaming curata da Cristina Pallotta, addetta stampa del Comune di Viterbo, capace di raccontare ogni istante con un registro vivo, vibrante ed ematico, restituendo anche a chi era lontano il battito cardiaco della piazza.

Quando le luci di Dies Natalis hanno illuminato l'ultimo tratto della salita, la fatica si è sciolta nelle lacrime di gioia dei Facchini e nell'abbraccio collettivo della cittadinanza. Santa Rosa è tornata a casa, e Viterbo, ancora una volta, ha ritrovato se stessa nel suo rito più bello.