ANNO 16 n° 104
SOS Officina: il 'trucco' della doppia contabilitą scoperto dalla Guardia di Finanza di Viterbo
Evasione da 600.000 euro
14/04/2026 - 15:50

VITERBO - Nell’ambito di un servizio in materia di abusivismo commerciale e contrasto all’evasione fiscale, militari del Gruppo di Viterbo hanno ispezionato un’attività di riparazione autoveicoli trovata in possesso di una doppia contabilità.

Durante le attività ispettive presso l’autofficina, parallelamente alle scritture contabili ufficiali, veniva ritrovata copiosa documentazione “c.d. parallela”, utilizzata esclusivamente per quella clientela che saldava le riparazioni in contanti.

L’espediente messo in atto dal titolare era tanto semplice quanto vantaggioso per lui e per la clientela.

Infatti, anche attraverso l’ausilio di rivenditori compiacenti che avrebbero fornito le parti di ricambio in assenza della prevista documentazione contabile, le riparazioni, che venivano saldate in contanti e in “nero” ricevevano uno sconto che, hanno accertato i militari, si poteva apprezzare in circa il 20%.

Tale distorsivo meccanismo, ha prodotto una sistematica evasione d’imposta con un’evidente concorrenza sleale nei confronti degli altri operatori del settore che rispettano le regole.

Ne consegue, che le dichiarazioni presentate dalla ditta per tutti gli anni sottoposti a controllo, sono risultate “infedeli” e sono state accertate maggiori operazioni imponibili non dichiarate pari a circa 600.000,00 euro.

La documentazione comprovante la doppia contabilità è stata sottoposta a sequestro ed il titolare dell’officina è stato segnalato all’A.G. per i reati previsti e puniti dal decreto Legislativo 74/2000.

Il risultato conseguito testimonia il costante impegno della Guardia di Finanza nel contrasto e nella repressione degli illeciti tributari e della concorrenza sleale, quale imprescindibile presidio di legalità a tutela dei cittadini e dell’imprenditoria sana del Paese.

Si evidenzia che il provvedimento in parola è stato emesso sulla scorta degli elementi probatori acquisiti in fase di indagine preliminare, pertanto, in attesa di giudizio definitivo, sussiste la presunzione di innocenza






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