ANNO 16 n° 271
Soppressa la fermata Cotral a Settevene, pendolari a piedi sulla Cassia
Il racconto di una donna disabile: 'Un'intera zona rimasta senza collegamento, io costretta a rimanere in casa'
Alessandra
25/09/2023 - 06:54
di Alessandra Sorge

Soppressa la fermata Cotral a Settevene, pendolari a piedi sulla Cassia
Il racconto di una donna disabile: 'Un'intera zona rimasta senza collegamento, io costretta a rimanere in casa'
NEPI - Tolta la fermata Cotral in zona Settevene, alcuni pendolari lamentano i primi disagi. Si tratta della fermata situata sulla Cassia, all'altezza della Casa di cura Nepi, in zona Settevene che, secondo quanto raccontano alcuni residenti, pare sia stata tolta, definitivamente. 
Via la fermata, via la paletta segnaletica: segno tangibile e inequivocabile di un'iniziativa che, secondo quanto lamentano i cittadini, arrecherà non pochi disagi alle persone che lavorano e vivono li. Una di queste è una signora che abita nella zona residenziale 'Podere Settevene', a fianco della rsa e che, da sempre, fa la pendolare tra Nepi e la capitale. 
'Mi sono servita di quella fermata per spostarmi sia su Roma che nei comuni limitrofi - racconta - in quanto sono senza patente. Negli ultimi anni, tuttavia, a causa di un problema di deambulazione, le mie uscite sono state molto limitate e quella fermata era di vitale importanza per raggiungere i vari presidi sanitari della provincia e provvedere alle cure specialistiche. L'eliminazione di questa postazione ha inficiato pesantemente sulla qualità della mia vita, in quanto non ho più modo di spostarmi, anche banalmente per fare una visita ad un'amica, se non richiamando l'aiuto di un'assistente o della Croce rossa'.
Servizi che la signora deve pagare di tasca propria.
 
Ma il problema, analizzando nel complesso la situazione, potrebbe non riguardare soltanto la signora disabile. In primis perchè lì ha sede una casa di Cura, ovvero una clinica prevalentemente geriatrica nella quale orbitano pazienti, lavoratori e visitatori; e secondo perchè in quella zona è ubicato un convento con circa trenta suore che offrono ospitalità a numerose famiglie bisognose. Il numero di fruitori potrebbe essere considerevole e non riguardare la singola persona.
Volendo trovare soluzioni alternative, secondo quanto afferma la segnalatrice, non rimarrebbe altro da fare che scendere alla fermata precedente che dista un chilometro e mezzo'. Della serie: o così o niente, attaccatevi al tram!
'Questo significa - prosegue - fare un pezzo di strada a piedi camminando a bordo della Cassia con pioggia, vento e sole cocente. E' immaginabile una cosa del genere?
Più volte - conclude - ho chiesto spiegazioni, mi è stato riferito che la fermata è stata tolta per motivi di sicurezza. Ma questa non può essere una giustificazione. Insistentemente ho chiesto di mettere in sicurezza quell'area ma le mie richieste sono finite nel vuoto. Basterebbe fare un'opera di riqualificazione, delineando una congrua area di sosta e istallare una semplice pensilina. Non bisogna fare azioni da campagna elettorale. La cosa importante è rendere un servizio fruibile e utile non soltanto a me, ma a tutto il comprensorio che, così facendo, è rimasto completamente senza collegamento e senza servizi'.


NEPI - Tolta la fermata Cotral in località Umiltà, alcuni pendolari lamentano i primi disagi. Si tratta della fermata situata sulla Cassia, all'altezza della Casa di cura Nepi, in zona Settevene che, da quanto raccontano alcuni residenti, pare sia stata tolta, definitivamente. 

Via la fermata, via la paletta segnaletica: segno tangibile e inequivocabile di un'iniziativa che, secondo quanto lamentano i cittadini, arrecherà non pochi disagi alle persone che lavorano e vivono li. Una di queste è una signora che abita nella zona residenziale 'Podere Settevene', a fianco della rsa e che, da sempre, fa la pendolare tra Nepi e la capitale.

'Mi sono servita di quella fermata per spostarmi sia su Roma che nei comuni limitrofi - racconta - in quanto sono senza patente. Negli ultimi anni, tuttavia, a causa di un problema di deambulazione, le mie uscite sono state molto limitate e quella fermata era di vitale importanza per raggiungere i vari presidi sanitari della provincia e provvedere alle cure specialistiche. L'eliminazione di questa postazione ha inficiato pesantemente sulla qualità della mia vita proprio perché non ho più modo di spostarmi, anche banalmente per fare una visita ad un'amica, se non richiamando l'aiuto di un'assistente o della Croce rossa'.

Servizi che la signora deve pagare di tasca propria. Ma il problema, analizzando nel complesso la situazione, potrebbe non riguardare soltanto la signora disabile. In primis perchè lì ha sede una casa di cura, ovvero una clinica prevalentemente geriatrica nella quale orbitano pazienti, lavoratori e visitatori; e secondo perchè in quella zona è ubicato un convento con circa trenta suore che offrono ospitalità a numerose famiglie bisognose. Il numero di fruitori potrebbe essere considerevole e non riguardare la singola persona.

Volendo trovare soluzioni alternative, secondo quanto afferma la segnalatrice, non rimarrebbe altro da fare che scendere alla fermata 'piu vicina' che dista un chilometro e mezzo'. Della serie: o così o niente, attaccatevi al tram!

'Questo significa - prosegue - fare un pezzo di strada a piedi camminando a bordo della Cassia con pioggia, vento e sole cocente. E' immaginabile una cosa del genere?  Più volte - conclude - ho chiesto spiegazioni, mi è stato riferito che la fermata è stata tolta per motivi di sicurezza. Ma questa non può essere una giustificazione. Insistentemente ho chiesto di mettere in sicurezza quell'area ma le mie richieste sono finite nel vuoto. Si potrebbe fare un'opera di riqualificazione, delineando una congrua area di sosta e istallare una semplice pensilina. Non bisogna fare azioni da campagna elettorale. La cosa importante è rendere un servizio fruibile e utile non soltanto a me, ma a tutto il comprensorio che, così facendo, è rimasto completamente senza collegamento e senza servizi'.






Facebook Twitter Rss