

di Roberto Pomi
VITERBO - Forza Italia, mille le tessere al partito azzurro nel Viterbese. Una cifra lontana dal luculliano piatto di 12mila iscritti del 2011, l’anno del congresso provinciale mancato. Un dato quello attuale, con le operazioni di tesseramento chiuse il 31 gennaio, che va visto alla luce di un quadro profondamente cambiato.
Ora dovrebbero tenersi i congressi comunali, subito dopo quelli provinciali a cui andranno i delegati eletti nei primi. Un meccanismo per ridisegnare l’organigramma del partito diverso, fino al 2011 infatti i congressi provinciali si tenevano con tutti i tesserati. Gli attuali commissari dovrebbero essere chiamati a breve dal nazionale a dare il via alle procedure necessarie a svolgere i congressi cittadini.
Il dato apparentemente ristretto dei mille tesserati in tutto il Viterbese va ponderato. Occorre tenere in considerazione che il risultato di 12mila tessere del 2011 venne raggiunto in un contesto politico e del Paese ormai lontano anni luce. Al tempo il centrodestra era tutto unito sotto il simbolo del Pdl. Oggi il berlusconismo ha perso vari rami: essenzialmente Fratelli d’Italia e Nuovo Centro Destra. All’epoca il partito di Berlusconi era al governo e ai massimi storici, dal 2012 a oggi invece abbiamo assistito a una parabola discendente. Tanti signori delle tessere sono spariti dal partito azzurro e la stessa politica è mutata, mandando in crisi la figura stessa dei signori delle tessere. Inoltre il prezzo di ogni singola tessera è triplicato, dalle 10 euro di allora si è passati agli attuali 30. Un fatto non da poco in questo periodo di crisi. La Tuscia inoltre ha assistito a una moria di amministrazioni di centrodestra e come è noto un partito che governa poco perde di appeal.
Può essere utile, per inquadrare meglio il dato sulla Tuscia, considerare il numero di tesserati raggiunto nel resto della regione Lazio: 4.000 a Roma, 5.000 nell’hinterland della capitale, 3.000 a Frosinone e provincia, 2.700 a Latina e 700 a Rieti. Quello appena chiuso è stato un tesseramento sui generis, nuovo nelle modalità e negli approcci. Gli uomini del partito infatti sono tornati al vecchio sistema del porta a porta, andando a convincere le persone. Ora dovranno dedicarsi alla ricostruzione di un rapporto di fiducia sul territorio, al rinnovamento della classe dirigente interna e alla ambascerie con le altre forze di centrodestra per costruire un’alternativa di governo a tutti i livelli.