ANNO 16 n° 272
Sole e zona gialla, la Tuscia fa il pienone
Buoni affari nel week end per bar e ristoranti. Arena: ''A Viterbo tutto esaurito''. Civita di Bagnoregio, 4mila visitatori
22/02/2021 - 07:05

VITERBO - Il week end ha fatto registrate il pienone di gente nelle vie e nelle piazze del capoluogo ma anche nelle principali località turistiche della provincia. In tanti hanno approfittato della giornata quasi primaverile per una passeggiata in centro o una gita al mare. Viterbesi e non. L’emergenza sanitaria continua, ma dopo mesi di limitazioni la voglia di uscire di casa per una boccata d’aria fresca, seppure filtrata dalle mascherine, ha prevalso sul resto.

A beneficiarne sono stati gli operatori del settore, dopo mesi di magra. Bar e ristoranti sono stati presi praticamente d’assalto. Il primo a esultare è stato il sindaco Giovanni Arena: ''Viterbo, tutto esaurito per il fine settimana, tanti turisti che in modo ordinato hanno ammirato la nostra bella città'', ha commentato su Facebook il primo cittadino postando in serata alcune foto che mostrano il quartiere medievale di San Pellegrino con tante persone sedute ai tavoli fuori dai bar o mentre passeggiano tra gli antichi palazzi. I visitatori arrivati a Viterbo hanno trovato ad accoglierli i primi quattro stand di promozione della città pensati, in particolare, per gli appassionati di Instagram, a piazza San Lorenzo, a piazza del Plebiscito, a piazza del Sacrario e nei pressi dell’Abbazia Cistercense di San Martino al Cimino.

Tanti i romani che hanno scelto la Tuscia per una gita fuori porta. Come confermano anche le presenze registrate sul litorale, in particolare a Tarquinia.

Numeri alti anche a Civita di Bagnoregio, dove le visite si svolgono ormai secondo protocolli rodati. ''Quasi 4 mila turisti in due giorni'', ha detto il sindaco Luca Profili. A scegliere questa destinazione anche la conduttrice televisiva e radiofonica Andrea Delogu, che su Facebook ha condiviso così l’esperienza vissuta: ''Ieri abbiamo affittato una macchina e siamo andate a Civita di Bagnoregio, la città che muore la chiamano. È costruita su un terreno che è destinato a consumarsi anno dopo anno, e quasi tutti i suoi abitanti se ne sono andati. Mi ha colpito la bellezza di un paese che scompare, la vita e la storia che si lascerà dietro fra quelle mura tra centinaia di anni quando il terreno sarà consumato dall’erosione, è abbagliante. È un paese che sa che non avrà un “per sempre” (nessuno lo ha) e quindi si racconta più che può per lasciare il segno ora che c’è. Tutto si sgretola intorno a noi ma non lo vogliamo vedere, non abbiamo la data di scadenza ma nemmeno la certezza di una fine come Civita. Per i nostri affetti, per noi, per le nostre felicità o paure, per queste cose diamo per scontato un infinito, ma non è vero. Forse ricordarsi che tutto potrebbe sgretolarsi, anche fra centinaia di anni, ci aiuterebbe a riempire di vita anche le cose piccole, anche i momenti minuscoli anche gli attimi leggeri, anche i periodi dolorosi perché tutto vale la pena. E questo sgretolarsi forse è la cosa più bella che possiamo ricordarci di noi, ogni tanto, come una sveglia nella vita soporifera''.






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