ANNO 16 n° 272
Situazione stazionaria per Viterbo città termale
L’area del Bulicame è ferma e le Terme dei Papi sono a rischio difetto di acqua
21/05/2024 - 10:19

VITERBO - Confusione da parte della giunta Frontini nella gestione di Viterbo Città termale: l’assessore Aronne ha dichiarato, in risposta ad un’interrogazione in consiglio, che sarebbe pronta la pubblicazione di un provvedimento che preveda la sistemazione dell’area termale del Bagnaccio, quindi che sia riaperta. La proprietà ricade però in una zona agricola: non è dunque granché possibile pensare a un largo margine di azione sull’area, che verrà messa a disposizione in seguito ad una gara senza privilegiare chi nella zona ha creato un apprezzato centro termale. Quale conclusione?

Il provvedimento, partito dall’architetto Aronne, si presenta come non strutturato e non vantaggioso per chi lavora nel settore termale: lo sviluppo al termalismo viterbese è ancora ai suoi primordi, con le terme - appartenute all’Inps – oggi di proprietà comunale e senza un progetto di recupero. L’area del Bulicame invece è ferma e le Terme dei Papi, di proprietà della famiglia Sensi, sono a rischio difetto di acqua.

Un grido per provvedere a uno sviluppo concreto e positivo della situazione si leva dagli esercenti delle attività termali, mentre le operazioni di promozione del capoluogo di provincia - anche attraverso eventi storici e partecipati - non vedono luce né continuo. Una situazione annosa, che ha bisogno, come i cittadini e le imprese che la vivono, di trovare un auspicato punto di svolta. 






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