

VITERBO – (MDL) Partite Iva nel caos anche a Viterbo. Ieri mattina, primo giorno utile per presentare domanda all'Inps per il bonus da 600 euro, più di un professionista della Tuscia ha dovuto fare i conti con il grave malfunzionamento del sistema informatico dell'istituto di previdenza.
''Mi sono collegata al sito dell'Inps per capire se potevo accedere al bonus – spiega A.C. una libera professionista di Viterbo, operante nel settore del commercio – ma quando ho inserito il mio pin sono entrata nel profilo di un'altra persona, un uomo di cui, mio malgrado, sono venuta a conoscenza di alcuni dati sensibili (indirizzo, username, cellulare). Si tratta di un fatto di una grande gravità. C'è una grave violazione della privacy. Chi mi assicura che, come è accaduto a me, altri non siano entrati nel mio profilo?'' Il sistema informatico dell'Inps, come noto, è andato presto in tilt.
''Ho provato tutta la mattina a collegarmi – spiega Giovanni C., agente di commercio – non ci sono riuscito''.
Intanto, tra ironia e rabbia, la protesta corre sui social. Il titolare di una nota caffetteria si lamenta del bonus dei 600 euro e anche dei requisiti per l'accesso alla cassa integrazione e invita a non pagare più nulla.
Il presidente di Confartigianato, Andrea De Simone, si abbandona a uno sfogo sul proprio profilo facebook:
''Mentre discutete ancora di queste c.. di passeggiate (che urto gli sceriffi), il sito Inps è bloccato, i 600 euro chissà quando arriveranno, ci sono 8 milioni di lavoratori dipendenti in cassa integrazione, le banche faticano anche per la burocrazia dei decreti attuativi a dar seguito a tutte le richieste di sospensione rate di mutuo, tra ieri e oggi sono saltati la maggior parte dei pagamenti delle fatture di fine mese inerenti le transazioni commerciali del mese precedente (pre covid). Molte partite Iva avranno a stretto giro difficoltà a comprare il pane. LO STATO C'E' (Cit.)''.
Per la Confesercenti ''a causare l'intasamento è stata anche una comunicazione contradditoria: ancora ieri, sul sito dell'Inps, era espressamente indicato che l'indennità sarebbe stata riconosciuta 'in base all'ordine cronologico di presentazione delle domande', il testo è stato in seguito corretto e smentito, ma l'allarme generato ha comprensibilmente portato ad una corsa all'indennità''.
In questo delicato frangente - continua Confesercenti - è necessaria la massima chiarezza e la collaborazione di tutti. L'istituto snellisca le procedure e permetta ai patronati di operare al meglio, per dare una pronta risposta a milioni di persone in difficoltà''.
Per Confimprese: ''quello che è accaduto è gravissimo e, ancora una volta, sembra mostrare due Paesi: uno che in queste ore è preda della paura, delle difficoltà economiche e del tentare di arrivare a fine mese, e l’altro che sembra essersi trincerato nel Palazzo e che, al primo tentativo utile, fallisce''.