ANNO 16 n° 272
''Sito del Ministero bloccato, non riesco ad assumere gli stagionali nei campi''
La disavventura di un imprenditore agricolo di Tarquinia. Interviene l'Aic-AgriVt: ''Situazione paradossale''
Alessandra
05/07/2022 - 06:15
di Alessandra Sorge

 

TARQUINIA - 'Sono un imprenditore agricolo e da oltre due mesi non riesco a regolarizzare due lavoratori stranieri per colpa di un problema informatico del sito del Ministero dell'Interno che mi impedisce di portare a termine la pratica'. Parla così G.M., agricoltore di Tarquinia alle prese con un'empasse burocratica che da parecchio tempo, ormai, gli sta creando problemi di non poco conto.

 'Prima del Covid - prosegue nel racconto - volevo assumere personale dal Marocco da impiegare nella mia azienda, sfruttando il cosiddetto 'Decreto Flussi'. La procedura per ottenere il visto è durata all'incirca due anni. Una volta formalizzato il tutto i ragazzi si sono organizzati per venire in Italia. Era maggio di quest'anno. Appena giunti in Italia con il visto, per espletare la regolarizzazione, la legge prevede otto giorni di tempo per presentarsi in prefettura con la documentazione richiesta. Ed è qui che sono nati i primi problemi, perchè per fare questo passaggio è richiesta al datore di lavoro, dunque al sottoscritto, la prenotazione preventiva attraverso il portale del Ministero dell'Interno, previo collegamento ad un link specifico. In questo caso, però, il link risulta essere inattivo, dunque non mi è stato possibile eseguire nessun tipo di operazione.

A questo punto mi sono attivato per inoltrare una pec alla prefettura, ma anche in questo caso mi sono sentito rispondere che 'l'ufficio è impossibilitato a fissare la data per l'appuntamento richiesto, in quanto ad oggi non è completamente attivo il canale telematico messo a disposizione dal Ministero dell'Interno'.

 Insomma, mi pare di capire di essere incappato nella classica situazione del cane che si morde la coda, e temo di non essere l'unico imprenditore agricolo alle prese con questo problema, col risultato di un paradossale quanto seccante intoppo burocratico che crea danno sia a me come imprenditore agricolo, sia al lavoratore stesso. In primis perchè senza il passaggio alla prefettura, il lavoratore non può ottenere il codice fiscale e di conseguenza non può essere assunto. Ma non può neanche lasciare il Paese, altrimenti perde il diritto del visto. Noi imprenditori, invece, dobbiamo continuare a pagare loro vitto e alloggio pur non sapendo quando poterlo assumere'.

 In merito a questa vicenda è intervenuta recentemente anche Aic-Agri Viterbo, confederazione agricola, con le dichiarazioni del presidente Giovanni Pira: 'Sono numerose le segnalazioni che riceviamo in merito a questa situazione e a tal proposito auspico che si possano prendere le dovute precauzioni per risolvere in modo definitivo e tempestivo questa situazione, il cui protrarsi causerebbe notevoli disagi per il nostro settore che, soprattutto in questo periodo, ha urgente bisogno di manodopera da impiegare nei campi, senza contare il risvolto negativo che potrebbe interessare il lavoro in nero e la piaga del caporalato'.






Facebook Twitter Rss