


VITERBO - Max.Vismara - Oltre 30 fasce tricolori schierate di fronte l' ingresso della discarica di Monterazzano, così ieri mattina i sindaci dei comuni della Tuscia hanno protestato contro il flusso inarrestabile di camion pieni di 'monnezza' capitolina verso Viterbo.
Una situazione che ormai sta andando avanti da troppo tempo, e mentre il presidente della regione Zingaretti e la sindaca Raggi duellano a suon di ultimati e ricorsi al Tar la situazione dei rifiuti importati nella città dei papi sta degenerando, ieri mattina l'extrema ratio dei primi cittadini che, con una 'serrata' simbolica davanti l'ingresso della struttura in strada lemme hanno ribadito il loro secco no all' immondizia della capitale.

In prima fila Giovanni Arena nella duplice veste di sindaco di Viterbo e portavoce ipso facto del gruppo delle oltre 30 fasce tricolori presenti.
' Grazie a tutti per essere qui stamattina (ieri n.d.r.) con la vostra presenza avete dato dimostrazione di essere veramente rappresentanti delle posizioni a difesa dei cittadini.
Sapete tutti qual' è la situazione che ormai da troppo tempo a suon di ordinanze stiamo subendo, in un primo tempo noi abbiamo anche cercato di comprendere la situazione regionale dei rifiuti ma, la follia e l' assurdità è che in tutta la regione Lazio è soltanto la discarica di Viterbo a doversi sobbarcare il servizio per tutta la regione, è una cosa che non può essere più sostenuta, non cerchiamo responsabilità ma diciamo che oltre questo limite non si può andare perché, altrimenti questa discarica presto si esaurirà costringendo tutti i noi a fare i conti con l' aumento della tari derivante dalla necessità di dover smaltire i nostri rifiuti in un’altra discarica, magari nel nord Italia.
Ringrazio tutti voi - ha continuato Arena - perché non solo oggi ma in qualunque altra situazione sono sicuro che saremo tutti insieme, centro destra e centro sinistra con i parlamentari del territorio, tutti uniti da un unico sentimento per contrastare e salvaguardare una tra le più belle località italiane: la Tuscia, che è considerata con certificazione Ispra la provincia con la migliore qualità dell'aria.

Questo primato lo dobbiamo difendere e non possiamo permette che centinaia di camion distruggano le strade e inquinino la nostra aria, basta con i rifiuti di Roma, basta con i rifiuti di altre province.'
Tra i sindaci anche il senatore leghista Umberto Fusco che con il suo intervento ha ribadito l' importanza della tutela del nostro territorio.
'Un sit in che andava fatto per difendere il nostro territorio come ha giustamente detto il sindaco Arena, e mi unisco a lui nel ringraziare tutti i sindaci presenti.
Questa mattina (ieri n.d.r.)si è dimostrato che non esiste colore ma esiste difesa del nostro territorio, possiamo dire che oggi si lancia un messaggio a Roma e all'attuale sindaco che dice che non possiamo sopportare ulteriormente i rifiuti di quattro milioni e mezzo di abitanti.
A Roma invece di parlare dovrebbero organizzarsi per smaltire i propri rifiuti.'
Poi a metà mattinata la dichiarazione a sorpresa di Arena che ha annunciato una notizia che, come il proverbiale Deus, ex machina apparentemente aggiusta cose.

'Oggi scade l'ordinanza del presidente Zingaretti e ci comunicano che questo momento la discarica di Albano è stata aperta e quindi i rifiuti romani cambieranno direzione, non verranno più sul territorio della Tuscia ma andranno verso Albano.
Ci sono rimasti quelli di Latina e Frosinone - ha chiarito Arena – e sappiamo che ci vorrà almeno fino a fine settembre per poter riattivare Roccasecca a Frosinone e Colleferro, e quindi io mi auguro che alla fine di settembre si ritorni ad un regime normale per la tranquillità di tutti i nostri cittadini.'
Questa notizia pare che abbia scongiurato una probabile ed ulteriore proroga all' ordinanza attuale che prevedeva il conferimento dei rifiuti di Roma, Latina e Frosinone a Viterbo fino al 2 agosto, ma a questo punto c'è da chiedersi quanto durerà questa tregua.
Un dubbio lecito visto anche il fatto che la 'monnezza' di Frosinone e Latina continuiamo a prendercela noi.