ANNO 16 n° 267
Sit-in ad Orte: agricoltori e cittadini in piazza contro truffe, crisi economica e corsa al riarmo
L’appello degli organizzatori: “Ridare voce al popolo, difendere il lavoro e la Costituzione con una mobilitazione pacifica”
15/01/2026 - 01:41

ORTE – Un sit-in per denunciare truffe, difficoltà economiche e una gestione del Paese ritenuta sempre più distante dai cittadini. È quello annunciato ad Orte da un gruppo di promotori che si rivolgono in particolare ad agricoltori, lavoratori e famiglie, invitati a partecipare a una mobilitazione definita “pacifica e propositiva”.

Alla base dell’iniziativa c’è la volontà, spiegano gli organizzatori, di richiamare al rispetto della Costituzione repubblicana e di dare voce a quella parte di cittadinanza che si sente esclusa dalle scelte che incidono sull’economia e sulle attività produttive. Settori che, secondo i promotori, starebbero subendo un progressivo impoverimento, tra chiusure di imprese, difficoltà nel lavoro agricolo e un generale aumento delle disuguaglianze.

Nel mirino della protesta una classe dirigente accusata di rispondere a interessi esterni e alle lobby economiche internazionali, a scapito della sovranità nazionale e del benessere dei cittadini. “La nostra economia – affermano – dovrebbe essere fondata sul lavoro, sulla neutralità e su una vocazione non belligerante che per decenni ha garantito pace e sviluppo. Oggi invece rischia di essere travolta da interessi bellici e da una corsa al riarmo che impoverisce i popoli e produce conseguenze drammatiche”.

Il messaggio lanciato dal sit-in è netto e chiaro: stop a politiche che, secondo gli organizzatori, stanno affamando i cittadini e mettendo sempre più in crisi il tessuto produttivo del Paese. Da qui nascerebbe la richiesta di un cambiamento radicale, che passi attraverso l’allontanamento di una classe dirigente ritenuta “collusa” e l’apertura di una nuova fase politica affidata a persone competenti, ma soprattutto oneste, che sappiano guidare il paese verso un futuro più roseo.

Il popolo italiano – concludono – chiede giustizia sociale, dignità per chi lavora e la possibilità di vivere senza il rischio di scivolare nella povertà. È necessario ricostruire, in modo pacifico, una partecipazione reale dei cittadini alla gestione della cosa pubblica, per salvaguardare il futuro di quella che resta una delle terre più belle del mondo”.






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