ANNO 16 n° 273
Sindacati Talete: ''160 lavoratori a rischio''
''Le tariffe idriche sono state decise dai sindaci e dal presidente Provincia''
08/02/2013 - 11:31

VITERBO – ''In Talete lavorano 160 persone che cercano ogni giorno di fare il proprio dovere con gli scarsi mezzi che hanno a disposizione, che non sono sicuramente loro i responsabili della mancata soluzione al problema arsenico, che sono essi stessi cittadini ed utenti del servizio idrico e che non possono e non vogliono essere additati come gli untori che avvelenano la gente”. Non ci stanno i rappresentati sindacali dei lavoratori della Talete spa a far addossare su di loro le colpe del mancato rispetto delle normative europee sul limite di arsenico consentito nelle acque ed essere, così, i bersagli delle numerose class action minacciate negli ultimi mesi.

“Da più parti si legge di importanti personalità politiche, associazioni, sindacati che si mobilitano per la richiesta di rimborsi e si fanno portavoce della necessità della diminuzione delle tariffe idriche – affermano – non si legge da nessuna parte, però, quale o quali potrebbero essere i sistemi contabili per consentire il ribasso delle tariffe”.

“Si legge, invece, nei vari atti di orientamento e indirizzo della ‘Conferenza dei sindaci e dei presidenti di Provincia’ la necessità contabile di aumentare le tariffe del servizio idrico – proseguono -, atti emessi negli anni, atti che determinano e hanno determinato le tariffe, le quali sono computate ad esclusiva copertura dei costi necessari a garantire il trasporto dell’acqua dalla sorgente al rubinetto. Questo perché la determinazione delle tariffe attiene esclusivamente ai soci della Talete spa, quindi ai sindaci dei comuni soci al presidente dell’amministrazione provinciale che è anche il presidente dell’Ato”.

“Ora ci chiediamo – incalzano – secondo quale logica amministrativa hanno dapprima determinato le tariffe idriche e hanno poi, attraverso organi di stampa, proposto e supposto una riduzione delle stesse? Quando nei mesi scorsi determinavano le tariffe avevano o no coscienza e conoscenza che il problema dell’arsenico esiste dall’anno 2001?”.

“Vogliamo rimanere estranei a logiche di parte e/o di partito e non sta a noi cercare gli eventuali colpevoli dello stato delle cose – concludono – temiamo, però, che ancora una volta si stia perpetrando l’ennesima speculazione politico-elettorale ai danni dei cittadini e dei lavoratori, attuata su un problema grave, serio e connesso alla salute pubblica”.






Facebook Twitter Rss