

VITERBO - Da Simonetta Badini di Italia Unica riceviamo e pubblichiamo una nota sulla crisi del Comune di Viterbo.
Il 2015 si avvia al suo epilogo e con esso l’esperienza dell'amministrazione comunale viterbese che, dopo numerosi rimpasti dell’esecutivo, sembra ormai essere giunta al capolinea.
A due anni e mezzo dal suo insediamento, infatti, la maggioranza, dedita a una profonda azione di ''cambiamento'' - per nulla riconducibile all’accezione innovativa e smart del termine - nel senso del costante mutamento della compagine di governo, sembra vivere una crisi probabilmente irreversibile.
Si è assistito ad avvicendamenti interminabili di assessori, presidenti del consiglio, ad assegnazioni di deleghe e revoche delle stesse in men che non si dica, ma per quale ''nobile'' obiettivo? Non certo per migliorare le prospettive e le sorti di una città che continua a occupare posizioni marginali nelle classifiche nazionali,bensìper lamera spartizione di poteretra le fazioni del partito dominante.
Potere alquale non si vuole rinunciare e per il quale si è fatto addirittura appello ai massimi esponenti regionali e nazionali, purdi non perdere le posizioni acquisite, dimenticando e ignorando completamente la città, i suoi bisogni, l’esigenza improcrastinabile di delineare un piano programmaticoper lo sviluppo.
E tale degenerazione si manifesta nella pressoché totale rassegnazione delle opposizioni, di un centro-destra sopito e distante, alla continua ricerca di un ''deus ex machina'' in grado di riabilitarlo.
Mentre tutto scorre, sotto gli occhi di cittadini ''silenziati'' che lasciano campo libero ai padroni di sempre.
Simonetta Badini
Italia Unica