



VITERBO – Ha fatto caso, nell'ultima seduta consiliare, non ascoltare nessun saluto istituzionale dagli ex colleghi e nessuna menzione dalla sindaca, nei confronti di una figura centrale nella storia del movimento, che lascia la maggioranza. Chiatti oltre a far parte del gruppo fondatore di Viterbo 2020, è stata consigliere comunale nella scorsa legislazione e votata nell'estate 2022 come Presidente del Consiglio Comunale.
L'entrata nel Gruppo Misto era nell'aria da mesi. Sin dalla scelta di dimettersi dalla carica di Presidente del consiglio, il 4 Luglio 2023, si vociferava di rapporti oramai logorati con la leadership di Viterbo 2020, anche se nel caso delle dimissioni, la stessa Chiatti parlò di “scelta pianificata” nella maggioranza.
Negli ultimi mesi era divenuta un “corpo estraneo” all'interno del gruppo consiliare a sostegno di Frontini. Anche l'appoggio a Marco Bruzziches nelle sue accuse contro l'operato dell'amministrazione, avevano acuito la sua posizione transitoria nella maggioranza. Proprio pochi giorni dopo quel consiglio comunale, Frontini la esclude dalla III commissione consiliare.
Durante l'ultimo consiglio comunale Chiatti ha dichiarato: “E’ stato molto difficile per me abbandonare qualcosa che ho contribuito a creare, ora però è giunta l’ora di prendere atto delle differenze che ci sono tra me e questa amministrazione. Tutto era cominciato con l’idea di formare un movimento diverso dai soliti partiti politici. Tutto quello che ci siamo raccontanti e abbiamo sognato è magicamente scomparso quando siamo saliti al governo della città – ha aggiunto la consigliera – Frontini mi ha deluso dal punto di vista personale, amministrativo e politico”.
La maggioranza ha quindi scelto la strada del silenzio. Scelta che politicamente può avere un suo valore, ma che istituzionalmente dimostra, ancora una volta, la mancanza di esperienza, tatto e spessore. Contribuisce a dare l'immagine di un gruppo consiliare che vede nell'opposizione un nemico e non un insieme di persone volte, anche loro, a lavorare per il bene della città, seppur con idee diverse. Inoltre in questo caso non si trattava del passaggio all'opposizione di un semplice consigliere, ma di una donna il cui operato, negli anni, ha fornito linfa vitale ad un progetto che è scaturito proprio in quella maggioranza che oggi la ignora.