ANNO 16 n° 275
Sicurezza sul lavoro, Rifondazione Comunista: ''Pił controlli''
15/03/2020 - 19:20

VITERBO - Riceviamo e pubblichiamo.

''La sicurezza per i cittadini non può fermarsi ai cancelli delle aziende. I lavoratori devono essere tutelati non solo quando vanno a fare la spesa o camminano nei parchi, ma anche e soprattutto nei loro luoghi di lavoro. Servono misure stringenti, operazioni di sanificazione massicce e costanti, controlli a tappeto delle Asl nelle aziende, e vigilanza delle forze sindacali. Provvedimenti urgenti e vitali, per una democrazia fondata sul lavoro. Il protocollo governo-sindacati-imprese è ancora insufficiente e lascia troppi margini di abuso.

Pensiamo alla situazione di Viterbo, alle piccole e medie aziende poco sindacalizzate o con largo utilizzo di lavoratori precari e perennemente ricattabili, o al settore agricolo in cui imperversano caporalato e lavoro nero. E lo stesso in Provincia: si pensi ai lavori usuranti del distretto ceramico di Civita Castellana, all'incidenza di silicosi e cancro ai polmoni, e ai rischi connessi alla diffusione del COVID-19 in quei contesti. Chi lavora è al sicuro? Le regole vengono rispettate? Chi controlla? Rifondazione Comunista sollecita un intervento più incisivo delle autorità competenti, in dialogo con le forze sindacali, al fine di tutelare i lavoratori di Viterbo e Provincia. Chiede inoltre il fermo di tutte le attività non essenziali come unica garanzia per evitare il contagio sui luoghi di lavoro. Il lavoro e la salute sono diritti fondamentali nel nostro Paese, e vanno garantiti entrambi.

Roberta Leoni, segreteria provinciale partito della Rifondazione Comunista (Sinistra Europea)

 

Federazione di Viterbo






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