ANNO 16 n° 146
Sicurezza, il controllo di vicinato non si fa strumentalizzare: «Noi, scudo apolitico del quartiere»
Massimo D'Alessio: «Nessun fallimento del servizio e massima fiducia nelle Forze dell'Ordine. La politica elettorale giù le mani da Viale Trento e Via Garbini»
26/05/2026 - 07:07

VITERBO - A seguito dei recenti articoli di stampa nati attorno alla relazione inviata in Prefettura, è necessario fare un chiarimento fondamentale. Lo devo, prima di tutto, alla tutela del lavoro del nostro comitato, che va tenuto rigorosamente al riparo da qualsiasi lettura di parte.

La mia intenzione, condivisa da tutti i membri del comitato cittadino, è blindare la nostra attività da ogni forma di strumentalizzazione politica. Guarda caso, a circa un anno dalla scadenza del mandato del Sindaco, tutti sembrano improvvisamente svegliarsi e riscoprirsi sensibili ai problemi dei quartieri.

Noi a questo gioco non ci stiamo. Non facciamo politica, non abbiamo tessere in tasca e non ci interessano le polemiche elettorali dell’ultimo minuto. Siamo cittadini che hanno a cuore esclusivamente la propria zona, la sicurezza e la vivibilità dell’asse Viale Trento - Via Garbini.

Il fallimento del finto perbenismo ideologico

Siamo stanchi di vedere ogni iniziativa per il miglioramento del quartiere sistematicamente politicizzata e ideologizzata da chi vive fuori dalla realtà. Chi ha memoria storica ricorderà benissimo quando, di fronte a un’ordinanza sindacale sul divieto di bivacco a Viale Trento, ci fu chi arrivò ad affermare pubblicamente che il comitato stava tentando di 'privatizzare la strada'.

Questo perbenismo di facciata non porta a nulla. È un atteggiamento ipocrita che non migliora la vita dei residenti e, soprattutto, non fa il bene di chi vive quotidianamente in strada sotto l'effetto dell'alcol. Lasciare queste persone nel degrado più totale non è tolleranza: è abbandono.

Il Controllo di Vicinato funziona e toglie gli alibi

Fatta questa doverosa premessa, serve precisione: quando ho dichiarato che a Viale Trento 'la situazione è pessima', non intendevo affatto definire il Controllo di Vicinato un progetto fallimentare. Al contrario: il Controllo di Vicinato funziona ed è l’unico strumento che oggi fotografa la realtà per quella che è.

Se non ci fossimo noi referenti a monitorare costantemente le strade, le istituzioni potrebbero trincerarsi dietro la solita frase di circostanza: 'Voi residenti non avete il polso della situazione'. E invece no. Il polso della situazione noi ce l'abbiamo eccome: preciso, documentato e quotidiano. Grazie al nostro lavoro, oggi nessuno può più far finta di non vedere.

Forze dell'Ordine presenti: il nodo è la burocrazia

È fondamentale smentire categoricamente l'idea che la Polizia di Stato o le altre Forze dell'Ordine siano latitanti. Non è così. Ogni volta che è stato necessario un intervento d'emergenza, hanno risposto con prontezza e professionalità.

Se nell’ultimo periodo si è avvertito un rallentamento nel coordinamento, la causa è puramente organizzativa: il passaggio di consegne tra il precedente referente istituzionale e l'attuale ha creato un vuoto di comunicazione. Un intoppo fisiologico, ma che ha pesato sui flussi informativi. Non parliamo quindi di assenza sul territorio, ma di un nodo burocratico da sciogliere al più presto per ripristinare quel canale fluido che, peraltro, abbiamo sempre mantenuto attivo anche con la Polizia Locale.

Oltre la repressione: serve una rete sociale provinciale

Le zone di Viterbo non sono tutte uguali e non possono essere gestite con un unico schema rigido e centralizzato. Il quadrante tra Viale Trento e Via Garbini vive una dinamica particolare: essendo un'area commerciale e di forte transito, assistiamo ogni giorno al flusso di persone provenienti dalla provincia che qui si aggregano per poi, a una certa ora, riprendere i mezzi pubblici verso i propri comuni.

Per questo la soluzione non può essere solo di polizia:

  • Il solo allontanamento non risolve il problema: si limita a spostarlo.

  • Serve fare rete con i comuni della provincia: capire come vengono gestite queste persone nei territori d'origine e intercettare chi ha reali fragilità.

  • La vera sicurezza fa rima con inclusione: il supporto sociale concreto vale più di qualsiasi muro o finto interessamento pre-elettorale.

La nostra parte, come cittadini e come comitato, l'abbiamo fatta e continueremo a farla, liberi da ogni condizionamento. Ora la palla passa alla Prefettura e al Comune: in vista del prossimo Comitato di ordine e sicurezza, spetta a loro colmare i vuoti di comunicazione e dare risposte complesse, concrete e differenziate per ogni quartiere.






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