ANNO 16 n° 272
Siccità, il Lazio è sesto per carenza di risorse idriche
L'Italia è al quarto posto in Europa: processo prossimo a intensificarsi entro il 2030
24/06/2024 - 07:47

VITERBO - Stress idrico prossimo a estendersi: si stima che il processo di squilibrio tra fonti disponibili e utilizzate si intensifichi entro il 2030. Il riscaldamento globale e la siccità stanno segnando anche l’Italia, con una generale penuria di risorse idriche e ripercussioni sui settori dell’agricoltura e idroelettrico.

Il Lazio si posiziona sesto tra le regioni italiane con il maggiore stress idrico: la situazione è meno nociva di quella della triade di Basilicata, Calabria e Sicilia, con Puglia e Campania appena prima e il Centro-Sud come fanalino di coda (Marche come settima regione più a rischio, seguite da Umbria, Toscana, Molise, Sardegna e Abruzzo). Uscirne sarà semplice? Qual è il piazzamento dell’Italia nel mondo?

Il nostro Paese è il quarto in Europa per stress idrico, avendo un indice di 3,3 su 5 in questo ambito. Si riscontrano valori più allarmanti in Belgio (4,4), Grecia (4,3) e Spagna (3,9). E il settore primario si mantiene in sofferenza?

Le nostre colture stanno affrontando molte pressioni, soprattutto per la conseguente produzione alimentare e per la sostenibilità delle risorse agricole. Questi alcuni degli effetti più macroscopici del cambiamento climatico, con una perdita totale del 51,5% delle risorse idriche rinnovabili in un anno rispetto alla media storica dal 1950.

Si ricorda che la produzione di miele si è ridotta consistentemente, cioè del 70%, del 63% quella delle pere e da ultimo quella delle ciliegie, diminuita del 60%.

Le regioni ad alto stress idrico sono dodici e aumenteranno. Nel 2023 anche l’azione dell’uomo ha provocato notevoli cambiamenti sulla possibilità di attingere alle fonti d’acqua, limitando la richiesta di approvigionamento energetico.






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