


VITERBO - “Siamo in piazza oggi e in lotta tutti i giorni. È davanti ai nostri occhi l'impoverimento dei salari per chi ancora lo percepisce, a questo si aggiunge l'eliminazione del reddito di cittadinanza, strumento insufficiente, che però ha permesso a milioni di persone di non morire di fame”.

Così il SI COBAS Viterbo Tuscia in Lotta davanti alla sede dell’ENI a Viterbo, non a caso, per sottolineare la contrarietà al conflitto russo-ucraino e i rincari energetici. “Lottiamo oggi, Domani è tardi”, questo lo slogan scelto per il presidio rivendicando condizioni migliori per coloro che vivono in difficoltà. “L’aumento di salari e pensioni per fare fronte al carovita - elencano - l'introduzione di un salario sociale, dignitoso e garantito a tempo indeterminato, indicizzato economicamente per contrastare l’inflazione e la speculazione, che permetta ai proletari sottopagati, a quelli disoccupati e a tutti coloro che ne hanno bisogno di vivere dignitosamente”.

Inoltre, “la speculazione in atto sui rincari energetici da parte delle grandi multinazionali del settore, come l’ENI, è sotto gli occhi di tutti, con i prezzi che continuano a salire nonostante loro acquistino alle stesse cifre di prima”.

Con l’occasione i rappresentanti hanno ribadito il disagio che vivono gli studenti nelle scuole della Tuscia. “Temperature polari che hanno portato i ragazzi a protestare non entrando a scuola”, concludono.
FOTO: Elisa Bianchini