

VITERBO – (ale.ser.) Nonostante le cure e l’affetto della famiglia, il male oscuro ha preso il sopravvento e lui si è arreso, decidendo di mettere fine alla sua esistenza.
Intorno alle 16 di ieri pomeriggio, approfittando della momentanea assenza della moglie, si è lasciato cadere nel vuoto dal quarto piano di un condominio al civico 120 di via Genova. Non è precipitato sull’asfalto, ma sulla terrazza di un appartamento al primo piano. Un volo di diversi metri e l’allarme: vigili del fuoco, 118, carabinieri e polizia sul posto in un batter d’occhio. La corsa contro il tempo verso l’ospedale Belcolle e, poco dopo, il suo cuore ha cessato di battere.
Massimo R., una moglie e tre figli, è morto il giorno del suo cinquantunesimo compleanno.
Poco dopo la tragedia, nel capoluogo, si era sparsa la voce che fosse disperato perché rimasto senza lavoro; che si trattasse dell’ennesimo dramma della disoccupazione. E, invece, Massimo R. un impiego ce l’aveva: “era dipendente di un’importante ferramenta cittadina”. Così hanno riferito le forze dell’ordine che, ieri, sono intervenute in via Genova.
La sua disperazione veniva dall’anima e, nonostante avesse lottato per scacciarla, sottoponendosi anche a cure mediche, non è purtroppo riuscito a sconfiggerla.