


di Antimo Verde
VITERBO - ''Una maggioranza in balia delle componenti interne, incapace di decidere, presa tra ricatti e occupazioni di poltrone''. Chiara Frontini, a più di un mese dalla vittoria di Arena al ballottaggio, tira le somme sull'operato della nuova amministrazione. Visti gli ultimi, burrascosi accadimenti a Palazzo dei Priori per le presidenze delle commissioni, il bilancio della leader di Viterbo2020 non può che essere negativo.
''Noi fino ad oggi avevamo deciso di non fare commenti di natura politica perché è giusto che la maggioranza che ha vinto le elezioni abbia il tempo di lavorare e di dimostrare un cambio di passo. Ora è già passato più di un mese e non vediamo nessun cambiamento'' dice Chiara Frontini che passa all'elenco dei ''peccati'' della nuova amministrazione.
''Si è fatta la giunta l'ultimo giorno utile, con il numero massimo di assessori per sfamare tutti gli appetiti all'interno della maggioranza. Già nel primo consiglio comunale abbiamo visto mancare il numero legale. Ieri c'è stato uno scontro per la presidenza della IV commissione che ha visto opporsi due candidati di partiti diversi della maggioranza (Lega e Fdi, ndr). Abbiamo visto saltare la prima commissione, oggi è saltata la quinta ed è stata sconvocata la terza...''.
''Una maggioranza – spiega la leader di Viterbo2020 – che non è in grado di far partire i lavori per dare finalmente delle risposte alla città. Noi auspicavamo un miglioramento rispetto all'esperienza Michelini ma non ci sembra affatto che sia così. Anzi, siamo passati dalla padella alla brace. Per ora ci si sta concentrando sul riempire le caselle e a mantenere in equilibro i pesi tra i partiti di maggioranza e tra i sottogruppi al loro interno. Una coalizione complessa, composita e insoddisfatta che al momento sembra incapace di governare''.
La Frontini ne ha anche per Giovanni Arena. ''Un sindaco – dice – poco presente che non è in grado di imporre una linea decisionale e che è ostaggio delle varie componenti dei partiti all'interno della maggioranza. Il nostro è un grido di dolore e un appello alla responsabilità di tutti affinché si governi la città, altrimenti si ammetta il fallimento''.
Il consigliere Alfonso Antoniozzi, noto cantante lirico, fa un parallelo con il mondo teatrale: ''Durante la campagna elettorale qualcuno mi ha detto: amministrare è molto diverso che fare teatro, te ne accorgerai. Oddio, me ne sto accorgendo... In teatro abbiamo le nostre correnti e linee di pensiero, si arriva a organizzare uno spettacolo ognuno con le proprie idee, però ad un certo punto si deve alzare il sipario per andare in scena e bisogna trovare un accordo. Qual è il peso che deve reggere – si domanda Antoniozzi –, l'idea del direttore di produzione, del costumista o lo spettacolo finale? Mi pare che qui non ci sia nessuna chiara intenzione di mettere lo spettacolo finale come obiettivo''.
''Per molto tempo – continua il consigliere – i componenti della maggioranza mi hanno detto: 'fate un'opposizione costruttiva'. Mah, mi pare che si fanno benissimo opposizione da soli. Il nostro obiettivo non è seminare zizzania ma valutare proposte, entrando nel merito, per esercitare la nostra funzione di controllo e garanzia. E non per sedermi – chiude con una battuta – e vedere un teatrino, perché quelli che vedo di solito sono molto più interessanti''.
''Alcuni scenari li avevamo preannunciati'' conclude la Frontini. ''Con noi al governo si sarebbe scontata una iniziale inesperienza ma il gruppo sarebbe stato coeso. Avevamo già la giunta pronta, non c'erano problemi per la presidenza delle commissioni perché avevamo stabilito dei criteri a monte che erano quelli della rappresentatività e della competenza''.