

GALLESE - Aveva un aspetto distinto, ma si era recato alle poste di Gallese per riscuotere buoni fruttiferi sotto falso nome: questa la vicenda di un uomo, sessantenne al momento dei fatti, accusato di tentata truffa al tribunale di Viterbo di fronte al giudice Ilaria Inghilleri. Quest’ultima ha ascoltato la versione dei due impiegati presenti alle poste il 3 settembre 2016, giorno in cui l’uomo si sarebbe recato presso lo sportello, e di uno dei militari dei Carabinieri che l’hanno fermato e identificato.
Gli impiegati non si sono soffermati sull’apparenza insospettabile dell’uomo, rimanendo allarmati. L’imputato avrebbe avuto con sé documenti di riconoscimento falsificati, tra cui una carta d’identità con il mese di nascita a lettere anziché a numeri. La cifra ritirata si sarebbe aggirata intorno ai 25 mila euro, per buoni emessi da un ufficio postale di Roma. Dallo sportello della capitale è stato inviato un allarme alle filiali nazionali per il rischio di incappare in un eventuale truffatore, il che è stato confermato da un’allerta, diramata dalla Polizia postale.
Al momento di effettuare la richiesta del nulla osta al pagamento, sono state mandate via fax – stando al racconto dell’allora addetta allo sportello e dell’allora direttore dell’ufficio di Gallese - le fotocopie dei documenti dell’imputato e gli originali dei buoni postali. Tornato l’uomo, si sapeva già che i suoi documenti erano falsi. Dopodiché, il cliente è stato invitato a sedersi in sala d’aspetto, mentre, avvertita l’azienda e contattati i Carabinieri, lui – secondo la ricostruzione dell’ex direttore – era riuscito ad allontanarsi. Si è presentato di nuovo verso mezzogiorno: queste le parole di uno dei militari di Gallese che hanno identificato l’uomo.
Indossava gli occhiali, i jeans e una camicia azzurra. Accortosi della presenza dei Carabinieri, aveva dapprima tentato la fuga, per poi seguire i militari in caserma. In tasca aveva i documenti veri, alcune tessere bancomat, carte bancoposta e altri documenti sospetti. In ufficio aveva lasciato quelli falsificati con cui aveva chiesto il pagamento dei buoni.
A carico dell’imputato ci sono altri processi. È stato inoltre querelato da due persone, vittime di furto d’identità. Il processo di ieri si avvia alla conclusione, con discussione fissata per il prossimo autunno.