ANNO 16 n° 272
Si dichiara religioso musulmano, non lavatore d’auto
03/06/2021 - 07:02

Di Stefano Marini Balestra

 

Viterbo- E’ il dilemma che dovrà risolvere il Giudice dr.Rigato del nostro Tribunale nella prossima udienza fissata nel prossimo fine autunno: era un lavoratore al nero o un iman sciita l’uomo trovato al lavoro in un autolavaggio di Sutri ?

Indubbiamente scaltra ed abile la difesa di un titolare di un lavauto che ha “giustificato” la presenza presso il suo esercizio di un lavoratore al “nero”, cioè, quella di far intendere che un pakistano, addetto ad un modesto lavoro sia un religioso musulmano. Nella specie, un iman, cioè una specie di parroco in moschea, fuggito dal suo paese per discriminazione religiosa.

La religione musulmana non ha “registro” dei suoi superiori gerarchici, quindi, conoscere se uno sia effettivamente un Iman o un semplice devoto non è possibile.

Di certo c’è solo che presso un esercizio artigianale, nella specie un centro lavaggio veicoli, i finanzieri di Civitacastellana in azione di contrasto al lavoro irregolare, trovarono un uomo al lavoro privo di documenti e pertanto denunciarono il titolare per sfruttamento di manodopera clandestina.

Al lavoratore in nero, comminata l’espulsione, tutt’ora sospesa in attesa della definizione del procedimento per il riconoscimento della protezione internazionale.

A processo l’Imputato, difeso dall’avv. Vincenzo Petroni, si è giustificato del fatto per motivi umanitari. Ha infatti raccontato che il sunnominato Iman aveva percorso a piedi il non certo breve percorso dal Pakistan all’Europa, quindi, giunto in Italia, per precisione a Sutri, privo di mezzi, si sdebitava dell’aiuto economico ricevuto, lavorando.

Vedremo alla prossima udienza se la Procura, durante l’interrogatorio del presunto iman, verificherà il suo stato facendogli recitare a memoria le Sure del Corano.






Facebook Twitter Rss